Giovanni Rezza: “Coronavirus può ripartire in autunno”/ “Rischio seconda ondata c’è”

- Carmine Massimo Balsamo

Emergenza coronavirus, l’infettivologo Giovanni Rezza lancia l’allarme: “Il rischio recidiva c’è, virus circolerà finchè non si crea immunità di gregge”.

Giovanni Rezza
Giovanni Rezza a L'aria che tira
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Il coronavirus può ripartire in autunno, il rischio seconda ondata c’è: a darne conferma è l’infettivologo Giovanni Rezza ai microfoni di Repubblica. Il direttore del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità ha spiegato che c’è un rischio recidiva, il virus infatti circolerà finchè non si crea un’immunità di gregge e, ha aggiunto Rezza, «si spera non avvenga in breve tempo perché significherebbe far morire tantissime persone e stressare in modo inaudito il sistema sanitario, oppure finché non si trova un vaccino». Sarà fondamentale intercettare eventuali focolai e sarà dunque necessario trovare una strategia: «Forse d’estate si trasmetterà di meno ma ad autunno ci sarà il rischio che riparta». Poi una battuta sulle mascherine: «Mascherine chirurgiche per tutti? Come ormai noto le mascherine proteggono gli altri. Non ci sono dati definitivi sul loro utilizzo nell’intera la popolazione. Ora che tutti stanno a casa va bene il distanziamento sociale. Dopo, quando ci saranno le aperture, l’utilizzo diffuso andrà preso in considerazione».

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CORONAVIRUS, REZZA: “DISTANZIAMENTO SOCIALE CONTINUERA'”

Nella lunga intervista rilasciata a Repubblica, Giovanni Rezza ha confermato che le riaperture ripartiranno dalle attività imprenditoriali: «Sì. Però bisogna anche tentare di promuovere il telelavoro in tutti quei settori nei quali è possibile. Bisogna comunque far uscire meno gente possibile». Per l’infettivologo non avrebbe senso riaprire alcune zone del Paese, poiché aumenterebbe la possibilità che il virus ritorni e dunque «è necessario far uscire meno gente possibile». Così come avrebbe poco senso basarsi sull’età, come proposto da inglesi e tedeschi, considerando «che la nostra struttura sociale è diversa». Infine, sulle misure per i mezzi di trasporto: «Quando si riapre bisogna mantenere il distanziamento sociale. Quindi anche sui mezzi devono essere presi provvedimenti per ridurre la capienza. Dobbiamo responsabilizzare le persone, che in fondo in questo periodo si sono abituate a tenere le distanze. Il distanziamento deve essere mantenuto anche nei locali come bar e ristoranti e nei negozi».

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