Gismondo “Un caso di variante nigeriana al Sacco”/ “Non è coperta da attuali vaccini”

- Silvana Palazzo

Maria Rita Gismondo a DiMartedì: “Un caso di variante nigeriana al Sacco, si sta affacciando. Non è coperta da attuali vaccini Covid”. Anche per questo bisogna correre con campagna vaccinale

maria rita gismondo
(Di Martedì)

La dottoressa Maria Rita Gismondo lancia un nuovo allarme sull’emergenza Covid: in Italia è arrivata la variante nigeriana. «Si sta già affacciando, abbiamo un caso al Sacco», ha dichiarato durante il suo intervento di ieri sera a DiMartedì su La7. La direttrice del laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia, Diagnostica bioemergenze dell’ospedale Sacco di Milano lo ha segnalato anche perché alcune varianti non sono coperte dagli attuali vaccini. «Stiamo correndo anche il rischio di selezionare virus con varianti che poi saranno difficilmente inseguibili con il vaccino attualmente a disposizione. I vaccini attuali funzionano molto male con questa, la variante sudafricana e quella brasiliana», ha proseguito la virologa.

Per questo Maria Rita Gismondo ritiene che sia fondamentale al momento «contribuire all’abbassamento della circolazione del virus e non favorire l’insorgenza di altre varianti». L’andamento della campagna vaccinale italiana si collega, dunque, alla possibile insorgenza di nuove varianti Covid.

GISMONDO SU VARIANTI E CAMPAGNA VACCINALE

«C’è una prima fase di grande vaccinazione in cui è necessario abbassare il più possibile la circolazione del virus», spiega la dottoressa Maria Rita Gismondo a DiMartedì su La7. Ed è quella attuale. Se siamo veloci e riusciamo a coprire la popolazione, allora potremo far scattare un’altra fase: «Poi la vaccinazione sarà simil-influenzale, cioè quella della fascia a rischio, mentre l’altra sarà facoltativa». Ciò è possibile solo se si corre con le vaccinazioni: «Bisognerà vaccinare costantemente la fascia più debole della popolazione. Ma attenzione, perché alcune varianti non sono coperte dai vaccini che abbiamo a disposizione ora».

Non a caso l’Istituto superiore di sanità, in collaborazione con le Regioni e le Province autonomi, e in particolare con i laboratori da queste ultime identificati, ha avviato un’altra indagine rapida per aggiornare la mappa della diffusione delle varianti. Giovanni Rezza, direttore generale Prevenzione del Ministero della Salute, ha firmato una circolare che prevede tale Survey che prenderà in considerazione i campioni notificati il 20 aprile 2021.



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