Giulia Niccolai è morta/ Poetessa milanese era diventata monaca buddista

- Alessandro Nidi

Giulia Niccolai, poetessa milanese, è morta nelle scorse ore: nella sua vita divenne anche monaca buddista

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Giulia Niccolai (foto: YouTube)

Giulia Niccolai è morta: si è diffusa proprio in queste ore la triste notizia della scomparsa della poetessa di Milano, città che le aveva dato i natali nel 1934 e presso cui ieri, martedì 22 giugno 2021, ha esalato il suo ultimo respiro. Non sono state meglio precisate le cause che hanno provocato il decesso della donna, che, è quasi superfluo (ma doveroso) sottolinearlo, rappresenta uno degli esponenti di spicco del movimento poetico nazionale della seconda metà del Novecento.

Sulle colonne del quotidiano “Avvenire” tratteggia splendidamente il suo ricordo l’amico Guido Oldani, che la inquadra nell’avanguardistico “Gruppo 63“, senza dimenticare che con Adriano Spatola e con il fratello di quest’ultimo, Tiziano, diede il via alla rivista “Tam Tam”, emblema della neoavanguardia poetica di quegli anni. Quello di Niccolai, scrive, Oldani, “è il tempo della poesia totale, in cui la sillaba, il gesto, la nota musicale insieme alla visualità, danno luogo ad un sisma magmatico degno dei tempi e degli intenti”.

GIULIA NICCOLAI È MORTA: ERA DIVENTATA MONACA BUDDISTA

Su “Avvenire”, Oldani riconsegna ai suoi lettori anche le origini di Giulia Niccolai: figlia di mamma americana e padre milanese, rappresenta “la vitalità che le proviene dalla sua mappa cromosomica”. Poi, spazio a un ricordo personale: “A casa sua, ostentando la polvere che ricopriva ogni cosa, ho in mente una conversazione presso una ragnatela senza uguali, dimora regale di un ragno ciclopico. Mi viene alla memoria anche qualcuna delle sue vacanze estive trascorsa all’ombra di un albero che aveva acquistato con qualche metro di terra, giusto per farci stare due sdraio e relativo pic nic, dalle parti di Lambrate”.

Successivamente, Niccolai era divenuta monaca buddista al termine di un lungo periodo vissuto in India, senza mai perdere la sua allegria e la sua caratteristica risate, che spesso si convertiva in una sottile ironia, tanto nei versi da lei composti quanto nel parlato. A lei si deve una continua ricerca di tenere in vita la poesia italiana, caratterizzata dai fasti lussuosi e da un presente arido e andata via via spegnendosi, purtroppo, negli ultimi decenni.

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