Giuseppe Conte/ “Mai col Pd, Calenda cambia sempre idea, porte aperte a Di Battista”

- Davide Giancristofaro Alberti

Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, intervistato stamane dal programma di Canale 5, Morning News: ecco che cosa ha dichiarato

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Giuseppe Conte a Morning News

Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, è stato intervistato stamane dal programma di Canale 5, Morning News. “Non mi aspetto regali dalle altre forze politiche – ha aperto l’ex Premier Giuseppe Conte in riferimento alla rottura Pd-Calenda – mi dispiace per il disastro politico che sta facendo il Pd ma chi è causa del suo male pianga se stesso. Mi aspetto invece un regalo dai cittadini, confido che possano apprezzare l’azione e la chiarezza di visione del Paese che noi abbiamo e le nostre battaglie politiche, votando noi hanno la garanzia che quei programmi e quei progetti li realizzeremo e ci impegneremo a realizzarli con unghie e denti”. Su eventuali alleanza con il Partito Democratico, Conte ha ribadito la posizione del suo partito: “Il M5s non chiude la porta alle forze politiche e alle componenti sane del paese che vogliono perseguire un’agenda sociale vera, una transizione ecologica e digitale effettiva. Il Pd si è incastrato da solo, si è chiuso le porte da solo. Ma noi nelle ammucchiate non entriamo. Mi si può accusare di aver commesso errori e lo riconosciamo ma non ci potete accusare di essere persone non serie. Correremo da soli? Non è una reazione stizzita o perchè siamo orgogliosi.”

“Noi abbiamo constatato – ha continuato Giuseppe Conte – che non c’era un progetto per gli otto mesi che rimanevano di governo, l’ultimo decreto prevede ‘due colazioni al mese’ per i lavoratori col più basso salario e per noi era inadeguato, adesso il Pd ci propone un’agenda Draghi, non ci sono i presupposti politici e programmatici. E poi entrare in un’alleanza in cui c’è tutto e il contrario di tutto per garantire il posto a qualcuno che non ha prospettive politiche non ci interessa”. Sul programma del M5s Conte spiega: “I nove punti del M5s sono le urgenze del Paese, se ci sono lavoratori sottopagati noi non ci fermeremo fino a che non prenderanno 9 euro lordi ora, la soglia minima. Con i contratti che durano al massimo 30 giorni noi continueremo a lavorare affinchè si trasformino in indeterminati, questa non è la nostra agenda, sono i temi con cui volevamo concentrarci con gli altri politici ma hanno cacciato il Movimento 5 Stelle, buona fortuna e auguri a tutti. Noi andiamo davanti agli elettori con un programma serio, coerente e preciso, su quello chiederemo i voti. Ma non lamentiamoci dell’astensionismo, con queste coalizioni che fiducia possono avere gli elettori?”.

GIUSEPPE CONTE SUL SUPERBONUS: “MISURA PORTENTOSA E IL RDC…”

Sul Superbonus e il reddito di cittadinanza: “Il Superbonus è quello che ha consentito al settore delle costruzioni di rilanciarsi e di divenire il primo in Europa. Noi abbiamo avuto il +6.21 per cento di Pil e lo si deve in buona parte al Superbonus e stiamo rigenerando tutti i nostri immobili tagliando le emissioni di CO2, è una misura portentosa, ma il premier Draghi l’ha osteggiata in tutti i modi, compromettendo la sua applicazione. Con il Reddito di Cittadinanza come dice l’Istat abbiamo salvato un milione di persone dalla povertà. Abbiamo introdotto misure contro le frodi più severe, ma si sono verificate frodi minime”. Su un possibile terzo polo: “Non mi faccia fare il veggente di Calenda, non so cosa vuole fare, domani magari cambierà idea. Il terzo polo esiste, il campo giusto, un voto utile. Se voteranno noi saremmo più radicali di prima, a volte essere morbidi può essere fraintesi”.

In chiusura di intervista Conte ha spiegato: “Enrico Letta? No comment. Con Grillo ci sentiamo ogni giorno, in questa fase così delicata. Noi abbiamo fatto pace da tantissimo tempo, l’incomprensione iniziale l’abbiamo superata e in questo momento siamo concentrati sulle cose giuste. Di Battista? E’ un interlocutore ma se vuole tornare deve cambiare vita e potremo lavorare con lui. Nuova intesa su qualche punto con Salvini? Con la Lega abbiamo già dato, ci sono stati momenti anche difficili e l’alleanza non ha retto, la nostra prospettiva è diversa. Di Maio? Mi dispiace per la sua parabola ma potrebbe essere anche di successo politico. Sentirlo rigettare i principi e i valori per cui ha combattuto mi provoca tristezza”.





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