Giuseppe Conte “Riapertura sarà graduale”/ “Ue? No a tragici errori, c’è malessere”

- Silvana Palazzo

Giuseppe Conte su emergenza coronavirus: “Riapertura sarà graduale”. Ma non ha parlato a El Pais solo del lockdown. Monito all’Unione europea: “Non faccia tragici errori, cresce malessere”

sondaggi politici
Il premier Giuseppe Conte a Palazzo Chigi (LaPresse)
Pubblicità

Il premier Giuseppe Conte in un’intervista a El Pais fa il punto della situazione sull’emergenza coronavirus in Italia e lancia un altro messaggio all’Ue. «Siamo nella fase più acuta. È difficile fare previsioni accurate. Gli esperti sono ancora prudenti, ma è ragionevole pensare che siamo vicini al picco». Il Presidente del Consiglio vuole uscire dalla crisi il prima possibile anche per poter aiutare gli altri Paesi che sono colpiti dall’emergenza, proprio come la Spagna. A tal proposito, suggerisce la “ricetta” italiana: massimo rigore, assoluta trasparenza e misure graduali, tenendo sempre conto dei pareri degli scienziati, da cui devono derivare le decisioni politiche. Riguardo la fine del “lockdown”, Conte non si è sbilanciato, ma parla di una gradualità, proprio come avvenuto per le restrizioni. «Quando il comitato scientifico dirà che la curva comincia a scendere, potremo guardare al rallentamento delle misure, ma dovrà essere molto graduale». Per le scuole e le università, ad esempio, si valutano delle modifiche, così come per la Maturità e gli esami universitari.

Pubblicità

GIUSEPPE CONTE, NUOVO AVVERTIMENTO ALL’UE

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non ha risparmiato critiche all’Unione europea, perché starebbe reagendo in maniera troppo “tiepida” a questa crisi. «In questo momento in Europa si sta giocando una partita storica. Non è una crisi economica che ha toccato alcuni Paesi meno virtuosi di altri. Non vi è alcuna distinzione che abbia a che fare con i sistemi finanziari. Si tratta di una crisi sanitaria che ha finito per esplodere in campo economico e sociale». Il premier nell’intervista a El Pais ha parlato di una sfida storica per tutta l’Europa, come già spiegato nella conferenza stampa di sabato. «Spero davvero, in uno spirito fortemente europeista, che sia all’altezza di questa sfida». Il monito è netto: «L’Europa deve reagire evitando tragici errori». Il riferimento è alla reazione di Germania e Olanda di fronte alla proposta di Italia e Spagna di puntare sugli Eurobond per affrontare la crisi: «Alcuni paesi non si rendono conto delle forti restrizioni che questa emergenza produrrà sul piano economico. L’Italia e la Spagna sono le più esposte al momento, ma tutti lo saranno».

Pubblicità

IL PIANO DI CONTE: EUROBOND E INVESTIMENTI UE

Per Giuseppe Conte il problema di Germania e Olanda è che ragionano con un orientamento ormai superato. «Si tratta di uno shock simmetrico che colpisce tutti ed è eccezionale, come ha giustamente sottolineato il presidente Pedro Sánchez. Per questo dobbiamo rispondere con una reazione forte e unita, utilizzando strumenti straordinari», ha dichiarato il premier nell’intervista rilasciata a El Pais. Oltre agli Eurobond, il presidente del Consiglio sta lavorando ad un “Piano europeo di ripresa e reinvestimento” per il sostegno dell’intera economia dell’Europa. «Il problema non è quando uscire dalla crisi, ma farlo il prima possibile». Il fattore tempo è cruciale per il premier, il quale si dice aperto a valutare anche altri strumenti, ma questo è il momento di introdurne uno comune. «L’Europa deve rispondere alle sfide del mercato globale. Reagire in modo unitario le permetterà di competere meglio». Conte è poi tornato sulle dichiarazioni dell’altro giorno, quando ha “minacciato” l’Europa di agire da sola. «L’Italia non chiede di condividere il debito pubblico accumulato. Questo debito rimarrà di competenza di ogni paese», ha precisato Conte. Quel che si chiede è un «piano unitario per uscire da questo tsunami economico e sociale».

GIUSEPPE CONTE, CORONAVIRUS E “BOMBA SOCIALE”

Il rischio per l’Ue secondo Conte è di perdere credibilità di fronte ai cittadini. «Se l’Europa non sarà all’altezza della sua vocazione e del suo ruolo in questa situazione storica, i cittadini avranno più fiducia in essa o la perderanno per sempre?», riflette il premier Giuseppe Conte. Il timore è che questa crisi, legata all’emergenza coronavirus, metta le ali all’antieuropeismo che circolava già in Italia. «Il rischio è evidente. Gli istinti nazionalisti, in Italia, ma anche in Spagna e ovunque, saranno molto più forti se l’Europa non sarà all’altezza», ha spiegato Conte a El Pais. Nell’analisi del presidente del Consiglio al quotidiano spagnolo non manca un riferimento al sud Italia, perché il timore è che l’emergenza coronavirus si trasformi in una bomba sociale. «Ora l’aspetto più importante è quello sociale e, soprattutto, l’ordine pubblico. La gente sta facendo grandi sacrifici, e sta crescendo un grande malessere, anche psicologico». Infine, quando gli è stato chiesto se si sia pentito di alcune decisioni o se avrebbe fatto qualcosa di diverso: «Verrà il momento di mettere in discussione gli errori commessi e sarà giusto che tutti abbiano voce in capitolo. Ma come diceva Alessandro Manzoni, “del senno di poi son piene le fosse”. In altre parole, tutti hanno la soluzione con il senno di poi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Pubblicità