GIUSEPPE DI TOMMASO: “NICOLA, QUANTE EMOZIONI”/ “Credo in qualcosa di superiore e…”

- Alessandro Nidi

Giuseppe Di Tommaso, il giornalista di Rai Uno che ha individuato Nicola Tanturli: “Non so dare una spiegazione logica al mio ritrovamento”

giuseppe di tommaso
(Storie Italiane)

Nuovo intervento oggi, venerdì 25 giugno, di Giuseppe Di Tommaso a Storie Italiane. Il giornalista è tornato sul ritrovamento del piccolo Nicola: «Quando il papà mi ha chiesto di raggiungerlo per incontrarmi ho chiesto al vostro inviato di accompagnarmi, avevo bisogno di un supporto anche io perché erano tanti le emozioni contrastanti. Non mi aspettavo le parole che ha pronunciato il padre di Nicola. Le sue parole mi hanno emozionato e hanno dato ancora più valore a quello che ho fatto. Non penso di aver fatto qualcosa di straordinario, se non rendermi utile».

Giuseppe Di Tommaso ha poi aggiunto: «Io credo molto in qualcosa di superiore che ci guida e che ci illumina, in quel momento sentire quella sensazione di un abbraccio che mi toglieva il respiro mentre ero in macchina e avere l’esigenza improvvisa di scendere dalla macchina… sentire quella vocina è stato qualcosa di straordinario, non riesco a spiegarmi perché ho sentito l’esigenza di fermarmi in quel punto». (Aggiornamento di MB)

GIUSEPPE DI TOMMASO E IL RITROVAMENTO DI NICOLA TANTURLI

Giuseppe Di Tommaso, giornalista di Rai 1 e inviato de “La Vita in Diretta”, ieri si è reso protagonista del ritrovamento del piccolo Nicola Tanturli e in data odierna, giovedì 24 giugno 2021, il cronista è intervenuto a “Storie Italiane”, trasmissione condotta da Eleonora Daniele, per fornire il racconto della vicenda vissuta sulla propria pelle. “Avevo chiesto di restare da solo alla mia troupe e di arrivare a piedi vicino alla casa del piccolo Nicola. Ho sentito una voce dalla scarpata, profonda 35 metri. Ho iniziato a chiamare il bambino e lui ha risposto. Allora mi sono avvicinato a un cespuglio, facendomi anche male a una gamba, e ho il bimbo visto al suo interno”.

Proprio in quell’istante, Di Tommaso ha sentito il rumore di alcune auto che stavano percorrendo la mulattiera: erano quelle dei carabinieri, che lui è corso ad avvisare. Loro continuavano a ripetergli: “Sarà un animale”. Alla fine, però, si sono fidati, mi hanno creduto e uno di loro ha accompagnato il giornalista dal bambino, che è successivamente stato restituito alla mamma.

GIUSEPPE DI TOMMASO: “IN QUEL MOMENTO TI SENTI UTILE”

Il giornalista Giuseppe Di Tommaso, che ieri ha ritrovato il piccolo Nicola, ha asserito che “in quel momento ti senti utile, come se qualcuno ti avesse fatto un dono per salvare un bambino di 21 mesi e dare un finale diverso a quella storia che avrebbe potuto essere peggiore”. Quando i genitori sono arrivati in loco, il papà ha abbracciato l’inviato, mentre la mamma ha voluto dedicare tutta la sua emozione al bambino, stringendolo al petto. “Non c’è riconoscimento, non c’è nulla che possa trasmetterti una sensazione così bella e grande come quella di avere reso possibile quell’immagine”, ha commentato Di Tommaso.

Successivamente, ha evidenziato che i giornalisti sono una categoria talvolta attaccata per disturbare, per contaminare, per essere a volte inopportuna nelle indagini. Questa volta, però, “tutti noi colleghi abbiamo contribuito a trovare questo bambino, non è stato soltanto il mio gesto. Chiunque avrebbe fatto le medesime cose che ho fatto io! Non so perché ero lì, perché mi sono fermato da solo proprio lì. Non so dare una spiegazione logica”.

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