Giuseppe Pedrazzini/ Il genero: “La denuncia di scomparsa? Solo obbligo morale”

- Davide Giancristofaro Alberti

Giuseppe Pedrazzini, a Mattino5 su Canale 5 le ultime novità sul caso del 77enne trovato morto in quel di Toano: parlano il genere e la figlia della vittima

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Figlia e genero di Giuseppe Pedrazzini a Mattino5

Mattino5 torna a parlare del caso di Giuseppe Pedrazzini, il 77enne di Toano trovato senza vita nel pozzo. Il programma di Canale 5 ha intervistato in diretta Silvia, la figlia della vittima, e Riccardo, il genero di Beppe. “Casa sotto sequestro? Una normale prassi con le accuse che sono state mosse, anche se non sono un avvocato, un magistrato”, le parole del genero di Giuseppe Pedrazzini. Poi Silvia ha aggiunto: “Al momento noi ancora non abbiamo visto il verbale e gli atti, quindi non sappiamo di preciso cos’abbia detto (dice riferendosi alla madre, la signora Marta ndr). Noi mio padre l’abbiamo visto quando era già a terra (il riferimento ad un fatto accaduto il 9 dicembre ndr), l’abbiamo trovato già con gli occhi chiusi e di quello che è successo prima non possiamo saperlo. Ho chiamato io l’ambulanza di notte”.

Riccardo ha proseguito sull’argomento: “Quando è accaduto ho cercato di rinvenirlo, l’ho preso sul divano, poi sembrava che stesse moglie. Di notte poi era rigido e vista questa cosa la Silvia ha chiamato l’ambulanza, e in seguito aveva alti e bassi, giorni in cui stava bene altri in cui stava meno bene”. Sul fatto che il medico di famiglia non abbia mai visto Giuseppe Pedrazzini nonostante il 77enne fosse malato: “Il nuovo medico c’è da poco – racconta Silvia – per le medicine se ne occupava mia madre quindi non so. Il medico precedente non si riusciva invece a rintracciare”.

GIUSEPPE PEDRAZZINI, LE PAROLE DELLA FIGLIA SILVIA E DEL GENERO RICCARDO

Federica Panicucci ha quindi chiesto ai due come mai non abbiano denunciato la scomparsa di Giuseppe Pedrazzini: “Non abbiamo denunciato la scomparsa? Non è un obbligo, è un obbligo morale. Anni fa mia moglie se ne andò di casa per problemi, io chiamai i carabinieri e mi avevano detto che non potevo denunciare nulla in quanto era un allontanamento volontario. Se una persona sa che è un allontanamento volontario io non posso…”. Sul trattore venduto da Giuseppe Pedrazzini: “Non l’avrebbe mai venduto – racconta Silvia – ma fino a quando il suo stato di salute gli permetteva di utilizzarlo. Mio padre era legato al trattore ma anche noi. Mi manca mio padre, naturale. Ho sentito dire che non ho voluto partecipare al funerale, ma io non l’ho fatto perchè non c’è stato il tempo materiale per fissare l’istanza col giudice”.

Federica Paniucci chiede quindi chi ha gettato nel pozzo il 77enne? “Ognuno di noi si è fatto un’idea – replica Riccardo – io pretendo le scuse ufficiali da chi ha detto che noi avremmo buttato vivo nel pozzo Giuseppe Pedrazzini”. Silvia aggiunge “Un’idea ce la siamo fatta, stiamo aspettando che esca la verità e pian pianino sta arrivando, noi abbiamo fede. Io e lui eravamo molto legati – ha concluso – soprattutto dopo che ha avuto l’ictus, sto facendo molta fatica”.





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