Giuseppe Pedrazzini/ Sorella Luciana: “L’ho sentito l’ultima volta il 30 gennaio”

- Davide Giancristofaro Alberti

Gli ultimi aggiornamenti sulla morte di Giuseppe Pedrazzini a Mattino5: in collegamento la sorella Luciana, le sue parole in diretta tv sul quinto canale

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Luciana, sorella di Giuseppe Pedrazzini, a Mattino5

A Mattino5 i nuovi aggiornamenti sulla morte di Giuseppe Pedrazzini, il 77enne di Toano trovato senza vita nel pozzo. Il programma di Canale 5 ha intervistato in diretta Luciana, una delle sorelle della vittima. “Che idea mi sono fatta della morte di mio fratello? Ne ho tante di idee però l’idea che mio fratello l’abbiano nel pozzo è una cosa… non riesco a parlare”. Mattino5 ha intervistato anche Marta, la moglie di Beppe Pedrazzini, in occasione dei nuovi rilievi del Ris nell’abitazione della vittima: “Bisognerà andare avanti, che effetto mi ha fatto rivedere la casa? Ci sono nata, mi mancava un po’ tutto”.

“Non ho rivisto le galline, non posso andare – ha continuato la moglie Marta – non ho ritirato il bancomat, niente. Io come vivo? In mutande. Non ho paura della reazione di Silvia e Riccardo, non sono vicini e sono a posto così. Vorrei dirgli qualcosa? No”. Di nuovo Luciana, l’ultima a sentire Giuseppe Pedrazzini al telefono il 30 gennaio: “Stava bene, mi ha telefonato e abbiamo parlato della sua salute perchè era stato al pronto soccorso. Abbiamo parlato cinque minuti, che aveva i nervi lesi e che doveva stare al caldo in quanto al freddo i nervi si irrigidivano”.

GIUSEPPE PEDRAZZINI, LA SORELLA LUCIANA: “MARTA MI DISSE DI NON CHIAMARE PIU’”

“L’ho cercato nei mesi dopo? Certo. A mia cognata Marta avevo chiesto di telefonarmi ogni tanto per salutarci e per dirmi come stava mio fratello, e lei me l’ha promesso ma nel contempo mi ha detto di non chiamarla più. Io non l’ho più chiamata per un paio di mesi, poi ho provato un paio di volte. Il 30 gennaio ci siamo dette queste cose”.

Sul genero e la figlia di Giuseppe Pedrazzini: “Sono tutti responsabili, anche mia cognata. Perchè non ha chiamato l’ambulanza, il dottore e le casse funebri invece di buttarlo nel pozzo? Questa è una mia idea. Forse per intascare la pensione? Può essere anche così ma in ogni caso ci son sempre i soliti di mezzo”. Sul famoso trattore venduto: “Era legato al trattore e ai suoi attrezzi, lui si affezionava a tutti non soltanto a noi”.







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