Giuseppe Provenzano/ “Reddito di cittadinanza va esteso. La patrimoniale…”

- Carmine Massimo Balsamo

Il ministro del Sud Giuseppe Provenzano lancia l’allarme: “A rischio la tenuta del Paese”. Su reddito di cittadinanza e patrimoniale…

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Giuseppe Provenzano, Ministro del Sud (LaPresse)
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Dal reddito di cittadinanza all’ipotesi patrimoniale: il ministro per il Sud Giuseppe Provenzano fa il punto della situazione sull’emergenza coronavirus e sui suoi effetti sull’economia del Paese, in particolare del Mezzogiorno. Come vi abbiamo raccontato, nel Meridione si teme una rivolta sociale – come testimoniato dall’assalto ai supermercati a Palermo – e una possibile soluzione potrebbe essere l’estensione del reddito di cittadinanza: «Volevamo migliorarlo già prima del coronavirus, adesso diventa indispensabile. Rivedendo i vincoli patrimoniali, chi ha una casa familiare o dei risparmi in banca che non vuole intaccare oggi non può accedervi. Rafforzando il sostegno alle famiglie numerose. Rendendolo compatibile con il lavoro, per integrare il reddito se necessario. All’economia di sopravvivenza che non è solo al Sud, ma coinvolge anche autonomi, partite Iva proletarizzate, piccoli professionisti, occorre offrire una garanzia nella legalità», il ministro Pd ai microfoni di Repubblica.

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GIUSEPPE PROVENZANO, DAL RDC ALLA PATRIMONIALE

Per Giuseppe Provenzano «in gioco c’è l’ossatura della democrazia»: il ministro del Sud – finito nella bufera per aver proposto aiuti a chi lavora in nero – ha spigato che è necessario affrontare le disuguaglianze anche nel momento dell’emergenza, soprattutto se si è «il Paese più diseguale d’Europa». Il decreto Cura Italia ha fatto molto, ha aggiunto l’esponente dem, ma ora è necessario «mettere i soldi nelle tasche degli italiani a cui fin qui non siamo arrivati». Questa, dunque, la priorità del decreto di aprile, ma le risorse vanno trovate. E torna di moda l’ipotesi di una patrimoniale: «Ripeto, la parola d’ordine è: progressività. Quando sono nato io, nel 1982, l’aliquota più bassa era al 18 per cento e la più alta al 65. Oggi quella forbice si è ridotta e ha messo in ginocchio il ceto medio. Le formule per realizzare un fisco davvero progressivo possono essere inedite, ma l’obiettivo dev’essere chiaro: salvare il ceto medio. Sennò la polveriera esplode».

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