GIUSEPPE TIANI E IL “CIONDOLO ANTI-COVID”/ “Per poliziotti a contatto con immigrati”

- Davide Giancristofaro Alberti

Un ciondolo potrebbe salvarci dall’epidemia di coronavirus. Ne è convinto Giuseppe Tiani, segretario nazionale del sindacato di polizia Siap

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Giuseppe Tiani e il ciondolo

Giuseppe Tiani, segretario nazionale del sindacato di polizia Siap, ha spiegato la sua posizione in merito all’ormai famigerato “ciondolo anti-Covid“. Intervistato da TeleNorba, Tiani ha spiegato: “Intanto non è una medaglia, è uno strumento di alta tecnologia. Faccio chiarezza: mi è stato riferito da ingegneri esperti “elettrotecnici”, non so la specializzazione che hanno, che lavorano in ambito sanitario, che mi hanno fornito questo purificatore d’aria. Il senso era di fornire, nell’ambito del Decreto immigrazione e sicurezza, a tutto il personale di polizia che è particolarmente esposto agli agenti atmosferici infettanti: dai pollini, le polveri sottili, il fumo passivo, tutto ciò che può essere portatore di virus, ma che non può essere il coronavirus“. Tiani ha precisato: “Non mi riferivo certamente al coronavirus, d’altronde anche Repubblica ad agosto e a settembre ha dato ampio risalto a questa start-up italiana che ha inventato questa tecnologia“. Secondo Tiani il medaglione agirebbe “all’interno dello spazio di un metro cubo: secondo Repubblica si porta all’altezza del petto, c’è evidenza scientifica, ed è stata utilizzata ricerca di tipo aerospaziale per la purificazione dell’aria. Considerato che poliziotti, carabinieri, finanzieri, combattono con l’immigrazione e con strati della società che non sono portatori di ‘igiene sana’ abbiamo questo tipo di problematica“.

GIUSEPPE TIANI E IL CIONDOLO ANTI-COVID

Decisamente curiosa l’iniziativa, o meglio la richiesta, fatta a Parlamento e governo da parte di Giuseppe Tiani, segretario nazionale del sindacato di polizia Siap. In occasione della Commissione affari costituzionali della Camera, ha mostrato un ciondolo che aveva al collo, per farsi poi promotore di un rimedio che a suo modo di vedere potrebbe avere la meglio contro il coronavirus: un ciondolo. “Oggi porto al collo un micro purificatore d’aria del costo di 50 euro – spiega Giuseppe Tiani – di tecnologia israeliana. È un neutralizzatore di batteri e andrebbe distribuito alle forze di polizia e a tutti i sanitari impegnati”. E ancora: “Per un metro cubo attorno a chi lo indossa genera cationi che inibiscono qualsiasi virus abbia segno positivo”. Secondo il suo pensiero, quindi, quel ciondolo sarebbe in grado di vietare la propagazione del coronavirus, anche se al momento, stando a quanto sostiene la scienza, non esisterebbe alcun dispositivo simile.

GIUSEPPE TIANI, DAL CIONDOLO ALLO SCIOGLIMENTO DI FORZA NUOVA

A molti Giuseppe Tiani ha ricordato il grandissimo Maurizio Mosca, il compianto giornalista sportivo che con il suo pendolino magico riusciva a predire i risultati delle partite di calcio ma anche le sorti delle trattative di calciomercato. Ad altri, invece, ha fatto venire in mente il mitico “baffo”, Roberto Da Crema, il più grande televenditore di tutti i tempi. Giuseppe Tiani era salito alla ribalta delle cronache poche settimane fa per aver chiesto lo scioglimento di Forza Nuova: “Va sciolta – aveva spiegato – quanto accaduto a Roma a partire dai fuochi d’artificio tricolore esplosi nel cielo della Capitale che hanno dato il via libera ai militanti di estrema destra e agli ultras violenti rappresenta l’espressione peggiore e più rozza di una sub cultura politica e sociale che nel linguaggio giornalistico e politico è aggettivata come neofascista”. Un personaggio senza dubbio sopra le righe, e chissà che qualcuno non possa realmente accogliere la proposta dell’amuleto.



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