GODSPELL TWINS/ “Badtism”: da Bergamo all’America, nel segno della pandemia

- Paolo Vites

Registrato a distanza a Bergamo durante la prima mortale ondata di Covid, un disco che musicalmente guarda all’America ma che unisce tutti nella  tragedia

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La copertina del disco

“Durante uno dei momenti più duri dell’epoca moderna, la città di Bergamo è stata al centro di una guerra contro un nemico invisibile. Durante questo periodo di isolamento, Nick Baracchi e Carlo Lancini hanno scritto diverse storie, le hanno vestite di musica e hanno registrato un disco con alcuni amici”. Il risultato è Badtism, disco (uscito lo scorso autunno) a nome Godspell Twins, che mette insieme l’espressione “Bad Time Baptism”, un battesimo in tempi duri, di morte.

Bergamo, durante la prima ondata del Covid nella primavera 2020, assunse a ruolo di città martire d’Italia, la più colpita dal virus. Un disco nato a distanza, come riflessione e voglia di ridare “un battesimo”, cioè una speranza di vita, nonostante tutto. A forza di rock. E non importa che in copertina ci sia una baracca in disuso con un cartello di una stazione di servizio tipico della Route 66 con la scritta “American” perché il virus sconosciuto ha colpito ovunque, dopo Bergamo e l’Italia anche gli Stati Uniti, il paese che ha avuto più vittime, oltre mezzo milione, accomunandoci tutti.

Baracchi, una lunga carriera con numerosi album che risale al 2003, e Lancini, già leader dei Mojo Filter e attualmente con gli Stone Garden, hanno sempre guardato come ispirazione inequivocabile all’America e questo disco ne è l’ulteriore prova. Brani tirati come la rollingstoniana e iniziale Callie Crane, country rock di antica memoria come i Byrds insegnarono a fare come la successiva This old town will bring me down, cover dei loro punti di riferimento, una straziante ma solida Mellow my mind del Neil Young più dolente e l’inno di chi ha fatto della strada la sua vita, Willin’ dei Little Feat. Lancini, non lo si scopre adesso, è chitarrista di vaglia, i suoi solo spezzano l’atmosfera e ritagliano spazi con gusto e capacità, arrivando a imitare la pedal steel in alcuni episodi, memore del grande eclettico chitarrista purtroppo scomparso Clarence White.

Baracchi macina duro, con una voce acida e incrinata, ricordando a tratti certi momenti dei Green on red. Solida e ficcante la sezione ritmica composta da Daniele Togni al basso e Jacopo Moriggi, sostituiti in un paio di brani da Joe Barreco e Daniele Negro dei Mandolin’ Brothers, altro grande gruppo italiano che guarda all’America più profonda. In Kansas City, Delta blues acustico, spicca uno dei migliori chitarristi del genere, Francesco Piu, mentre in Children of war, brano introdotto dalla voce in lontananza di Donald Trump (erano ancora i tempi in cui alla Casa Bianca abitava questo inquietante inquilino) è ospite alla voce un altro grande rocker ma anche songwriter Luca Milani. Belli poi gli interventi eleganti mai sopra le righe di Filippo Mariani alle tastiere. Chiude il disco Mama’s truth dal bel giro di chitarre in chiave southern.

I Godspell Twins non hanno finito con questo disco la loro avventura: continua infatti sul loro canale YouTube con una preziosa raccolta di cover acustiche (con l’aggiunta della brava cantante Elisa Mariani), giunta per adesso al terzo episodio, brani come The Man in me di Bob Dylan e Friends of the devil. Perché, checché ne dicano i buontemponi, dalla pandemia non siamo ancora fuori e della loro musica c’è ancora bisogno.

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