Grandi Elettori e collegi Elezioni Usa 2020/ Come funziona e chi nomina il Presidente

- Niccolò Magnani

Grandi Elettori e collegi alle Elezioni Presidenziali Usa 2020: come funziona il sistema elettorale americano e chi nomina il nuovo Presidente degli Stati Uniti. Numeri e scenari

Grandi Elettori
Grandi Elettori e collegi Elezioni Usa (grafico Ispi)

Per politici, politologi e appassionati di politica le Elezioni Presidenziali Usa 2020 rappresentano un appuntamento ogni 4 anni che “stuzzica” l’interesse attorno al sistema elettorale di votazione tra i più complessi e per certi versi anti-intuitivi (e per queso affascinante) al mondo. I 538 Grandi Elettori – o “presidential electors” – sono i veri protagonisti della nomina per il nuovo Presidente Usa: per chi ancora non lo sapesse, gli elettori americani nelle urne (e nell’early voting per posta) non votano direttamente per il candidato Joe Biden o Donald Trump, ma votano dei “grandi elettori” proposti dai singoli partiti che assieme comporranno il Collegio Elettorale. Proprio tale organo a metà dicembre formalizzerà l’elezione del Presidente degli Stati Uniti: sono casi rarissimi nella storia Usa, quasi impossibili, i grandi elettori che hanno “tradito” il proprio mandato iniziale, dunque nei fatti riuscire ad avere la maggioranza di quesi 538 – ovvero 270 – garantisce al candidato Repubblicano o Democratico l’elezione alla Casa Bianca. Il numero dei grandi elettori è determinato dalla somma dei rappresentanti al Congresso (435 Camera, 100 Senato) a cui si aggiungono 3 delegati del Distretto di Columbia (quello della Capitale Washington D.C.): siccome le liste dei candidati a grande elettore sono espressione dei partiti, è esito praticamente scontato qualora i risultati delle Elezioni Presidenziali indichino più di 270 grandi elettori vinti da un candidato Presidente.

I 538 GRANDI ELETTORI USA

Ogni Stato dei 50 presenti ha diritto a 2 grandi elettori (come per il Senato) cui si aggiungono il numero dei deputati mandati alla Camera: essi formeranno il Collegio Elettorale, riunito il primo lunedì successivo al primo mercoledì di dicembre. Lo stesso collegio renderà ufficiale la votazione la prima settimana di gennaio e la nuova presidenza americana avrà inizio con l’annuncio mondiale il 20 gennaio 2021. Il numero dei grandi elettori è “proporzionale” alla grandezza dello Stato e al numero variabile della sua popolazione (esattamente come avviene per l’elezione dei rappresentanti alla Camera): ecco l’elenco ufficiale, ricalibrato dopo gli ultimi aggiornamenti del 2018. California (55 grandi elettori), Texas (38), Florida (29), New York (29), Illinois (20), Pennsylvania (20), Ohio (18), Georgia (16), Michigan (16), North Carolina (15), New Jersey (14), Virginia (13), Washington (12), Arizona (11), Indiana (11), Massachusetts (11), Tennessee (11), Maryland (10), Minnesota (10), Missouri (10), Wisconsin (10), Alabama (9), Colorado (9), South Carolina (9), Kentucky (8), Louisiana (8), Connecticut (7), Oklahoma (7), Oregon (7), Arkansas (6), Iowa (6), Kansas (6), Mississippi (6), Nevada (6), Utah (6), Nebraska (5), New Mexico (5), West Virginia (5), Hawaii (4), Idaho (4), Maine (4), New Hampshire (4), Rhode Island (4), Alaska (3), Delaware (3), District of Columbia (3), Montana (3), North Dakota (3), South Dakota (3), Vermont (3), Wyoming (3).

COME SI NOMINA IL NUOVO PRESIDENTE USA

I voti elettorali delle Elezioni Presidenziali 2020 vengono come da tradizione all’interno di ciascuno dei 50 Stati americani con un sistema maggioritario secco: è definito “winner takes all” dato che, pure con un voto in più preso rispetto allo sfidante, si vince l’intero Stato (e i conseguenti grandi elettori in palio). Può dunque capitare – come per esempio nel 2016 con Trump contro Hillary Clinton – che un Presidente venga eletto pur avendo preso un numero complessivo di voti totali inferiore rispetto allo sfidante candidato. Facendo un esempio pratico, se Trump dovesse consultare un voto in più di Biden in California prenderà comunque tutti e 55 rappresentanti in Collegio Elettorale; se invece invece Biden dovesse vincere il Texas anche solo per pochi voti, potrà garantirsi tutti i 38 voti dei grandi elettori. Ci sono solo 2 Stati che fanno da eccezione al sistema maggioritario, dato che hanno scelto il proporzionale per mettere in palio i propri grandi elettori: si tratta del Maine e del Nebraska che rispettivamente andranno ad eleggere 4 e 5 “presidential electors”. Due grandi elettori vengono assegnati al candidato più votato a livello statale, mentre gli altri 2 nel Maine e 3 in Nebraska vengono assegnati al più votato al livello delle circoscrizioni elettorali che formano lo Stato. Un “misto” tra collegi statali e maggioritari è determinato in America dal tipo particolare di Repubblica Presidenziale di tipo federale, con 50 Stati e un distretto (la Columbia).



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