“Green Pass area di competenza Stati Membri”/ Ue: “Ma serve più coordinamento”

- Davide Giancristofaro Alberti

L’Unione Europea, attraverso la commissaria Stella Kyriakides, ha fatto sapere che la competenza sul green pass spetta agli stati membri

green pass
Green Pass (LaPresse)

La commissaria dell’Unione Europea, Stella Kyriakides, si dice convinta che i vari stati membri debbano coordinarsi maggiormente circa la validità del green pass per circolare appunto in Europa. Intervenendo ieri presso il parlamento Ue ha spiegato: “Molti Stati membri hanno iniziato a reintrodurre misure restrittive, facendo spesso affidamento al green pass per consentire l’accesso sicuro alle aree pubbliche. Dobbiamo evitare la frammentazione, serve un forte coordinamento”.

“Per questo – ha aggiunto – stiamo preparando un aggiornamento delle raccomandazioni del Consiglio sulla libera circolazione in Ue”. Stella Kyriakides ha comunque sottolineato che: “Non possiamo imporre il coordinamento in un’area in cui la competenza spetta esclusivamente agli Stati membri”.

GREEN PASS MATERIA ESCLUSIVA DEGLI STATI MEMBRI: IL COORDINAMENTO INVOCATO ANCHE DA CAVALERI

Sulla vicenda green pass si era espresso già negli scorsi giorni anche Marco Cavaleri, capo della strategia vaccinale dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema), che aveva sottolineato come fosse importante trovare uniformità nella scadenza del green pass per i vaccinati, soprattutto tenendo conto della somministrazione della terza dose: “I dati che stanno emergendo – le parole dell’esperto dell’agenzia europea dei farmaci – confermano che le dosi di richiamo, prima o poi, andranno somministrate alla maggioranza della popolazione per ripristinare la protezione alla quale abbiamo assistito subito dopo la prima vaccinazione”.

Cavaleri ci tiene a sottolineare quindi l’importanza dei vaccini, chiedendo nel contempo un approccio coordinato fra i paesi dell’Unione Europea: “La protezione – ha spiegato ancora – non si azzera da un momento all’altro, c’è un continuum nel calo di protezione, ma questa rimane rilevante nel tempo”. Poi il rappresentante dell’Ema aveva aggiunto e concluso: “La protezione da forme gravi della patologia si mantiene per un periodo di tempo più lungo e in generale è ancora notevole nella maggioranza della popolazione. Le dosi di richiamo dovrebbero ripristinare la protezione iniziale dopo la vaccinazione primaria, inclusa quella dalle infezioni (con o senza sintomi, ndr) in modo da ridurre la diffusione del virus”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA