GREEN PASS, DRAGHI FIRMA DOPPIO DPCM/ Controlli app e linee guida PA: QR code, novità

- Niccolò Magnani

Green Pass obbligatorio, Draghi firma doppio Dpcm per app verifica e linee guida per PA: i due “libretti” di istruzione sulle regole da adottare al lavoro da venerdì 15 ottobre

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Controllo app Green Pass (LaPresse, 2021)

DRAGHI FIRMA SECONDO DPCM SU CONTROLLI APP

Con un secondo Dpcm nel giro di poche ore il Presidente del Consiglio conclude le linee guida sul Green Pass obbligatorio che entreranno in vigore da venerdì 15 ottobre: dopo le istruzioni per le pubbliche amministrazioni, arriva anche il testo proposto dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Daniele Franco, dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, e dal Ministro per l’Innovazione Tecnologica e la Transizione Digitale, Vittorio Colao.

Il Dpcm firmato da Draghi contiene le modalità di verifica del possesso delle certificazioni verdi COVID-19 in ambito lavorativo: «il decreto interviene per fornire ai datori di lavoro pubblici e privati gli strumenti informatici che consentiranno una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni». 4 in particolare le modalità di controllo sulla validità del Green Pass:

– l’integrazione del sistema di lettura e verifica del QR code del certificato verde nei sistemi di controllo agli accessi fisici, inclusi quelli di rilevazione delle presenze, o della temperatura
– per gli enti pubblici aderenti alla Piattaforma NoiPA, realizzata dal Ministero dell’economia e delle finanze, l’interazione asincrona tra la stessa e la Piattaforma nazionale-DGC
– per i datori di lavoro con più di 50 dipendenti, sia privati che pubblici non aderenti a NoiPA, l’interazione asincrona tra il Portale istituzionale INPS e la Piattaforma nazionale-DGC
– per le amministrazioni pubbliche con almeno 1.000 dipendenti, anche con uffici di servizio dislocati in più sedi fisiche, una interoperabilità applicativa, in modalità asincrona, tra i sistemi operativi di gestione del personale e la Piattaforma nazionale-DGC.

I controlli potranno avvenire o sul 100% del personale all’ingresso “a tappeto“, o sul 20% del personale “a campione“: resta il nodo dei tamponi, al momento non gratuiti per legge, ma con diverse pressioni da sindacati, Centrodestra e Regioni per poter cambiare in corsa la norma, anche perché i circa 3 milioni di tamponi che dovranno essere necessari da venerdì superano di molto la cifra di sostenibilità della media quotidiana di test processati a livello nazionale.

DPCM SU LINEE GUIDA PA: IL TESTO

Poco dopo le ore 15.00 il premier Mario Draghi, su proposta dei ministri Speranza e Brunetta, ha firmato il Dpcm con le linee guida relative all’obbligo di possesso e di esibizione del green pass da parte del personale delle PA a partire dal prossimo 15 ottobre 2021. Emergono le prime conferme dopo le indiscrezioni arrivate dalla bozza del testo. Una delle più rilevanti è che i lavoratori sprovvisti di certificato verde dovranno essere allontanati dal posto di lavoro.

«Ciascun giorno di mancato servizio, fino alla esibizione della certificazione verde, è considerato assenza ingiustificata, includendo nel periodo di assenza anche le eventuali giornate festive o non lavorative. In nessun caso l’assenza della certificazione verde comporta il licenziamento», spiegano fonti di governo. Saranno inoltre previsti dei controlli a tappeto o su un campione quotidianamente non inferiore al 20% del personale in servizio. In programma, inoltre, maggiore flessibilità negli orari di ingresso e di uscita. (Aggiornamento di MB)

DPCM GREEN PASS LAVORO: LA BOZZA

È quasi pronto il nuovo Dpcm che nelle prossime ore il Premier Draghi firmerà per dettagliare il complesso meccanismo di Green Pass obbligatorio al lavoro dal 15 ottobre: secondo la bozza in mano all’Agenzia ANSA, «per assicurare efficace ed efficiente verifica del Green pass nei luoghi di lavoro pubblici e privati, il ministero della Salute rende disponibili ai datori di lavoro specifiche funzionalità per una verifica quotidiana e automatizzata rivelando solo il possesso di un certificato in corso di validità e non ulteriori informazioni».

Si prevede poi l’uso di un pacchetto di sviluppo per applicazioni rilasciato sempre dal Ministero della Salute con una licenza open source, in grado di integrare «nei sistemi di controllo degli accessi, inclusi quelli di rilevazione delle presenze». In merito alla possibilità di avere in “anticipo” i dati del Green Pass dei singoli lavoratori, il Dpcm pronto ad essere approvato spiega nel dettaglio, «Per far fronte a specifiche esigenze di natura organizzativa, come ad esempio quelle derivanti da attività lavorative svolte in base a turnazioni, o connesse all’erogazione di servizi essenziali, i soggetti preposti alla verifica del Green pass possono richiederlo ai lavoratori con l’anticipo strettamente necessario e comunque non superiore alle 48 ore, ciò anche in relazione agli obblighi di lealtà e di collaborazione derivanti dal rapporto di lavoro». Infine, per i controlli effettuati con App è fatto esplicito divieto per i datori di lavoro «di conservare il codice a barre bidimensionale (qr code) delle certificazioni verdi Covid-19 sottoposte a verifica, nonché di estrarre, consultare, registrare o comunque trattare per finalità ulteriori rispetto a quelle per il controllo per l’accesso al lavoro le informazioni rilevate dalla lettura dei qr code e le informazioni fornite in esito ai controlli stessi», conclude la bozza in mano all’ANSA.

IN ARRIVO DUE “LIBRETTI” SUL GREEN PASS

Con l’arrivo delle nuove regole sul Green Pass obbligatorio al lavoro dal 15 ottobre, il Governo Draghi sta mettendo a punto due interventi normativi che vanno a dettagliare e specificare il comparto di norme pronte a rivoluzionare il mondo di PA e aziende sul fronte della battaglia anti-Covid.

Sulla scrivania del Premier a Palazzo Chigi si trovano un nuovo Dpcm sulle modalità di controllo e verifica del Green Pass al lavoro e un “libretto” con le linee guida che invece riguardano la condotta delle pubbliche amministrazioni per l’applicazione dell’obbligo del certificato verde. Per il primo provvedimento hanno lavorato i Ministri Speranza (Salute), Colao (Innovazione Tecnologica) e Franco (Economia) per mettere a punto tutte le istruzioni sui software e sulle app necessarie per verificare la validità del Green Pass quando ogni volta che il lavoratore entrerà a lavoro. Il secondo “libretto” invece, specifica “Huffington Post”, riguarda le linee guida messe a punto da Speranza e da Brunetta (Ministro della Pubblica Amministrazione) per l’intero pacchetto di condotte che le singole PA dovranno mettere a punto dal 15 ottobre in poi.

L’APP PER CONTROLLI IN AZIENDA: TUTTI I DUBBI

I due provvedimenti pronti ad essere firmati dal Premier Draghi servono a preparare la fase di controlli che diversi imprenditori e lavoratori hanno già definito “carenti”, in quanto rischiano di provocare cortocircuiti per regole sì fissate, ma che vanno applicate in breve tempo. Serve chiarire ad esempio il tema dei tamponi, sia per la durata che per i costi, con le linee guida di Confindustria che al momento si schierano col Governo nel tentativo di far pagare ai dipendenti i costi dei test per avere il Green Pass senza essere vaccinati. Da discutere poi l’enorme problema dello smart working, visto che nel Decreto sull’obbligatorietà del Green Pass non è specificato nulla e potrebbero sorgere complicazioni e diversità di interventi a seconda dell’azienda dal 15 ottobre in avanti. Infine il tema dirimente della privacy: al momento il datore di lavoro non può conservare i dati personali del lavoratore, compresa dunque la scadenza del certificato verde (altrimenti si saprebbe subito chi è vaccinato e chi invece ha effettuato un tampone). Questo però significa che ogni controllo sul pass deve essere quotidiano, con conseguenze potenzialmente nefaste su produttività, logistica e organizzazione del lavoro in azienda. Da qui la richiesta delle Regioni di estendere quantomeno a 72 ore la validità dei tamponi per evitare un ingolfamento nelle imprese e un generale rischio caos: nel Dpcm in arrivo da Palazzo Chigi si cercherà di mettere a punto le istruzioni per l’app della Sogei, in pratica una evoluzione più dettagliata della applicazione “VerificaC19”, per poter controllare i Green Pass dei singoli lavoratori. «Una nuova funzionalità costruita da Sogei, che consente la verifica asincrona di un elenco dei codici fiscali dei dipendenti», spiega il “Corriere della Sera” in merito alla bozza del Dpcm, «che eviterebbe il controllo quotidiano dei Green Pass» ma sulla quale si attende il via libera del Garante della privacy. Possibili novità poi potranno arrivare già nel 2022 con il calare, si spera, della pandemia da Covid nel nostro Paese: come ha spiegato ieri il sottosegretario alla Salute Andrea Costa a “Parliamone” su Rai News24, «E’ ragionevole pensare che con l’anno nuovo ci potrà essere una revisione delle misure restrittive in atto nel nostro Paese legate alla pandemia da Covid-19 compreso il Green pass che potrà essere rivisto e ridotto nella sua applicazione». Il possibile “appuntamento” con la revisione arriverà però non prima della fine del 2021, conclude Costa, «perché a quel punto vedremo veramente l’impatto del ritorno alla normalità. Nel nostro Paese abbiamo aperto tutto, siamo quasi al 100% in tutti i settori. Quindi abbiamo 2 o tre mesi davanti decisivi, che vanno affrontati con prudenza responsabilità ma non con paura. Dobbiamo anche rassicurare i cittadini, e le evidenze scientifiche ci confortano»

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