GREEN PASS LAVORO, FAQ GOVERNO/ Regole, multe, obblighi aziende: chi rischia e cosa

- Niccolò Magnani

Green Pass obbligatorio al lavoro dal 15 ottobre: le nuove FAQ del Governo sul Decreto già in Gazzetta. Sanzioni, controlli, obblighi aziende: cosa cambia e cosa si rischia

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Green Pass, controlli (LaPresse, 2021)

FAQ GOVERNO SUL DECRETO GREEN PASS

Dal prossimo 15 ottobre il nuovo Decreto approvato dal Governo impone il Green Pass obbligatorio in tutti i luoghi di lavoro, sia privati che pubblico-statali: per rispondere alle tante domande sorte con l’introduzione del nuovo atto legislativo dell’esecutivo, è stata aggiornata la pagina delle FAQ (domande frequenti) sul portale Dgc.Gov.it per capire meglio cosa cambierà dal 15 ottobre per aziende, lavoratori e controlli.

Il certificato verde anti-Covid resta uguale nelle modalità di ottenerlo: vaccinato (sarà erogato subito e non più aspettando i 14 giorni canonici), un tampone (negativo da almeno 72 ore, norma che sarà approvata nei prossimi giorni al posto delle 48 ore di prima), o essere guariti dal Covid, il tutto per poter avere accesso negli uffici pubblici e privati. Entriamo ora nelle pieghe delle nuove FAQ per capire le reali novità che interesseranno il vasto mondo delle aziende da metà ottobre fino (almeno) a fine anno, coinvolti circa 23 milioni di italiani.

RISCHI E OBBLIGHI AZIENDE DAL 15 OTTOBRE

A verificare che i lavoratori abbiano Green Pass regolare dal 15 ottobre dovranno essere le aziende stesse, individuando un responsabile del controllo interno: si rischiano sanzioni tra i 400 e i 1000 euro se ciò non viene implementato dagli imprenditori o dagli organi di pubblica amministrazione. Il Governo però chiarisce in merito nelle FAQ: «In caso di accertamento da parte delle autorità, se un dipendente viene trovato senza green pass, nulla può essere contestato all’azienda se i controlli a campione sono stati effettuati nel rispetto di adeguati modelli organizzativi». Tradotto, se il protocollo fatto dall’azienda è stato rispettato in toto, non vi possono essere conseguenze per i datori di lavoro qualora si trovassero dipendenti senza Green Pass, «a condizione che i controlli siano stati effettuati nel rispetto di adeguati modelli organizzativi come previsto dal decreto legge 127 del 2021». Altro capitolo importante, la verifica del green pass va fatta tutti i giorni: per tutelare la privacy il datore non può tenere un registro nel quale venga indicato quanti dipendenti siano vaccinati e quale sia l’effettiva scadenza del pass per ciascuno.

CAPITOLO SANZIONI: COSA CAMBIA

Veniamo ora al nodo più importante, quello delle sanzioni e dei rischi che le aziende avranno dal 15 ottobre in poi con l’introduzione del Decreto legge sul nuovo Green Pass: innanzitutto, per ogni dipendente trovato senza certificato verde scatta l’assenza ingiustificata e di conseguenza il mancato pagamento dello stipendio. Inoltre, può scattare una sanzione pecuniaria dai 600 ai 1.500 euro per tutti i lavoratori che verranno trovati senza Green Pass sul proprio luogo di lavoro. I datori di imprese fino a 15 dipendenti potranno sospendere i lavoratori senza Green Pass dopo il quinto giorno di assenza (mentre la sospensione non è prevista negli altri casi del lavoro privato), ma se intendono sostituirli con un altro lavoratore possono farlo fino a un periodo massimo di 20 giorni. Qui il punto andrà chiarito meglio nelle FAQ in quanto pare, al momento, che la sospensione diventi legittima solo in caso di sostituzione. Altro nodo ancora non chiarissimo è la differenza tra dipendenti del mondo scuola e altri lavoratori statali: i primi infatti al quinto giorno anche non consecutivo di assenza vedono scattare la sospensione dal servizio e dallo stipendio; i secondi invece si vedranno interrompere solo la retribuzione.

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