“Green Pass rinforzato è obbligo vaccinale”/ Gismondo: “Bus e metro pericolosi…”

- Alessandro Nidi

Maria Rita Gismondo, a “Non è l’Arena”, su La7, ha parlato del nuovo Green Pass rinforzato: “Il vaccino non può bastare, non va abbassata la guardia”

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Maria Rita Gismondo (Non è l'Arena, 2021)

Maria Rita Gismondo, direttrice dell’ospedale “Sacco” di Milano, è intervenuta in qualità di ospite e in collegamento audiovisivo nel corso della trasmissione di La7 “Non è l’Arena”, condotta da Massimo Giletti e andata in onda nella serata di ieri, mercoledì 24 novembre 2021. Inevitabilmente, il suo intervento è stato totalmente imperniato sulla pandemia di Coronavirus e sulle restrizioni varate dal Governo: “La politica deve filtrare le nostre raccomandazioni scientifiche pensando a cosa comportano a livello sociale – ha spiegato –. Si parla di Green Pass rinforzato, ma in maniera molto più trasparente si dovrebbe chiamare obbligo vaccinale, con il quale io personalmente sono d’accordo”.

Tuttavia, “vorrei dire due cose: nelle regole un parametro inquieta molto, ovvero il Green Pass base con il tampone per il trasporto pubblico, che è molto più pericoloso che andare al bar. Si rischia di più sulla metropolitana che in una festa di paese. I vaccini sono un’arma assolutamente valida, che ci ha risparmiato circa 12mila morti, ma non vinceremo la sfida solo con i sieri. Non dobbiamo perdere di vista le misure di contenimento, né pretendere l’autorizzazione immediata delle terapie già disponibili. Giova rammentare che l’Irlanda, il Paese più vaccinato d’Europa, ha mollato le misure di contenimento ed è ora piena di contagi. Non possiamo quindi dare al vaccino il compito totale di risolvere la pandemia”.

MARIA RITA GISMONDO: “LE ISTITUZIONI CON I VACCINI HANNO COMMESSO UN ERRORE…”

Nel prosieguo del suo intervento a “Non è l’Arena”, la professoressa Maria Rita Gismondo ha precisato inoltre che “è vero che la comunicazione e certe misure non hanno avuto coerenza scientifica, è sotto gli occhi di tutti”, ma “quando abbiamo iniziato la vaccinazione conoscevamo molto poco sui benefici e sulle tempistiche di copertura”.

Peraltro, “abbiamo iniziato a somministrare i sieri con la variante Alfa, non con la variante Delta e la variante Delta Plus. Forse l’errore che ha creato tanti scettici è che le istituzioni, prima ancora di conoscere la durata del vaccino, hanno decantato determinate caratteristiche che sono state poi deluse, ma è nella biologia del virus, questo”.



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