Gregorio De Falco vs Salvini (come Schettino)/ Video: “Buffone, tu vai a casa”

Gregorio De Falco contro Salvini al Senato: “Tu vai a casa”. L’ex M5s poi spiega: “Quando ci vuole, ci vuole”, e attacca i pentastellati.

gregorio de falco salvini
De Falco contro Salvini al Senato

Altissima tensione al Senato per la crisi di Governo, Gregorio De Falco mette nel mirino Matteo Salvini e si rivolge a lui quasi come si rivolse nei confronti del capitano della Costa Concordia, Francesco Schettino. E’ diventato infatti virale il video che ritrae l’ex esponente del Movimento 5 Stelle – ora al gruppo Misto dopo l’espulsione dai grillini – in cui si rivolge chiaramente al leader della Lega dicendogli: «Tu, vai a casa». Un’espressione che ha ricordato a molti il «Torni a bordo, cazzo» e che ha ricevuto centinaia di condivisioni sul web. E anche esponenti di altri partiti hanno commentato l’episodio, a partire dal dem Matteo Richetti: «Sta intervenendo Gregorio De Falco in Senato. Aveva la straordinaria possibilità di ripetere ciò che lo ha reso popolare nel mondo ‘Capitano, torni a bordo, cazzo!’».

GREGORIO DE FALCO VS SALVINI: “QUANDO CI VUOLE, CI VUOLE”

Intervenuto a In Onda, Gregorio De Falco ha spiegato: «Quando ci vuole, ci vuole: dopo 14 mesi di nefandezze, questo Governo ne ha fatte di tutti i colori. Oggi abbiamo assistito a un vero e proprio cahier de doléances stilato nel tempo dal presidente del Consiglio Conte. E’ come se si fosse concentrato negli ultimi otto giorni tutto ciò che non è stato detto negli ultimi quattordici mesi». E non mancano le critiche al suo ex M5s: «Il M5s hanno votato tutto, hanno approvato tutto quello che gli è stato chiesto dalla Lega e hanno consentito che la Lega modificasse i provvedimenti grillini. E hanno subito tutto, persino il decreto sicurezza bis che è addirittura peggiore del primo. Questo è stato un boccone molto amaro per i 5 Stelle e credo che i gruppi parlamentari non volessero più accordi e ripensamenti». Infine, torna sul gesto rivolto a Salvini: «Ho detto semplicemente basta con queste sceneggiate e con questi ammiccamenti. Era rivolto al ministro degli Interni, non a Salvini: non mi interessa la persona. Alla fine, quando otto giorni fa ha detto che c’era la crisi e non ha ritirato se stesso e i propri ministri, ha fatto un’ultima sciocchezza».



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