GUITAR HERO/ L’assolo di “Slowhand” Eric Clapton in Crossroads dei Cream

- Walter Muto

“Assolo” o “Solo” è il termine con cui si indica una performance solista di un musicista, in genere accompagnato da altri musicisti. WALTER MUTO inizia il percorso attraverso i più grandi soli di chitarra con Crossroads dei Cream. Alla chitarra Eric Clapton

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“Assolo” o “Solo” è il termine con cui si indica una performance solista di un musicista, in genere accompagnato da altri musicisti. Selezionare e proporre degli Assoli significa cercare di scegliere, in un campionario pressoché infinito, delle performance memorabili.

Questo primo contributo che ho scelto per questo percorso è molto significativo, perché è una testimonianza tratta da quel periodo in cui nel mondo del Rock si individuavano i primi “Guitar Heroes”, veri e propri maltrattatori delle sei corde, alla ricerca di una maniera per esprimersi attraverso il proprio suono e le frasi che attingevano da mondi vicini (il Blues e le sue pentatoniche soprattutto).

I Cream, quindi, erano forse il primo o fra i primi esempi di Super Gruppo, anche se in realtà si trattava “solo” di un trio. Ma con esponenti di spicco del Rock-blues inglese (e mondiale) del periodo: Ginger Baker alla batteria, Jack Bruce al basso elettrico e Eric Clapton alla chitarra.

 

 

Non voglio analizzare il caleidoscopico mondo del Rock-blues inglese di quel periodo, perché ci si perderebbe (ci ha pensato un bellissimo libro, "Strange Brew: Eric Clapton and the British Blues Boom – Paperback", si trova su amazon ed è in inglese). Fatto sta che in quell’area e in quell’epoca nascono e operano Jeff Beck, Peter Green e i Fletwood Mac, John Mayall, Steve Winwood, i Rolling Stones, nonché gli Yardbirds nella cui formazione erano apparsi anche Jimmy Page, Jeff Beck e Clapton stesso.

La canzone proposta è Crossroads, un blues di Robert Johnson completamente snaturato e incattivito da un riff hard rock. Si potrà affermare che non è un solo memorabile, ma una delle tante esibizioni live del super trio. Eppure da questa esecuzione si capiscono almeno un paio di cose importanti.

Uno: lo stile di Eric Clapton, che tanto "Slowhand" non era. Un fraseggio fluido, proprietà di linguaggio, frasi sciolte, solo ben congegnato, anche grazie alla spinta continua dei suoi due soci, una vera macchina da guerra.
Due: appunto, l’insieme delle tre componenti presenti; in certi punti sembra di assistere a tre assoli suonati contemporaneamente. Una furia sonora, e l’esigenza di comunicare, di creare una performance ogni volta nuova, ruggente, mai uguale a se stessa.
Questa è la forza di questo pluri-assolo. E per questo ho voluto cominciare da qui. Pump up the volume!

 

 

 



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