Gustavo Rol, poteri paranormali o truffe?/ Lasciò senza parole Mussolini e Fellini…

- Silvana Palazzo

Gustavo Rol, poteri paranormali o truffe? Moriva 25 anni fa uno dei personaggi italiani più controversi. Lasciò infatti senza parole Mussolini e Fellini… Ecco come

gustavo rol voyager
Gustavo Rol

Gustavo Adolfo Rol non amava essere chiamato sensitivo o veggente, ma senza dubbio è uno dei personaggi italiani più controversi. Molti lo consideravano dotato di poteri paranormali, per altri era un illusionista o truffatore. Lui preferiva definirsi un uomo senza poteri paranormali, ma con “possibilità” che si manifestavano con la telepatia, la chiaroveggenza, la levitazione, la telecinesi e la materializzazione di oggetti. Lo spiegò in un’intervista al Corriere della Sera. Gustavo Rol moriva 25 anni fa, ma la curiosità attorno a questo personaggio non si è mai placata. Domenica Fenoglio, una signora che lo frequentò a lungo, raccontò a Novella un prodigio. «Una volta andai da lui mentre dipingeva. Il pennello si mosse da solo, si alzò fino al soffitto e tornò nelle sue mani». Gustavo Rol, come riporta il Fatto Quotidiano, però non ha mai voluto sottoporre quei “prodigi” a controlli scientifici. Perplessi erano Piero Angela e Tullio Regge. «Perché non ha mai voluto fare i suoi esperimenti sotto l’occhio di un esperto? Neanche una volta?», diceva il primo.

GUSTAVO ROL, QUANDO LASCIÒ SENZA PAROLE MUSSOLINI E FELLINI…

Gustavo Rol era amato da Federico Fellini e dall’avvocato Gianni Agnelli, oltre che da Franco Zeffirelli e Cesare Romiti. Nel 1942 però fu convocato da Benito Mussolini a Villa Torlonia. Il Duce seppe che faceva delle “previsioni” e quindi voleva sapere come sarebbe andata la guerra. «Duce, per me la guerra è perduta», gli disse. E quando chiese di sé, spiegò: «Gli italiani lo allontaneranno nella primavera del 1945». Dino Buzzati sul Corriere della Sera negli anni ’60 raccontò un altro prodigio, avvenuto in un ristorante di Torino. Avevano finito di pranzare ed era già stato pagato il conto. I due si alzarono, ma quando Fellini fece per avviarsi all’uscita si accorse che Rol stava seduto. «Non ti alzi?», gli chiese. E lui rispose di essersi già alzato. Fellini allora guardò meglio. «Rol era alzato, infatti, ma aveva la statura di un nano. Il dottor Gustavo Rol, che sfiora il metro e ottanta, non era più alto di un bambino di dieci anni. Qualcosa di folle, di allucinante: come Alice nel paese delle meraviglie».



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