Gustavo Zagrebelsky/ “Non esiste il diritto a non vaccinarsi”

- Carmine Massimo Balsamo

L’ex presidente della Consulta Gustavo Zagrebelsky: “Esiste semplicemente una situazione di fatto nella quale la legge non dice nulla sull’obbligo”

Gustavo Zagrebelsky
(Di Martedì)

I ragionamenti dei no green pass sono fasulli: tranchant Gustavo Zagrebelsky ai microfoni di Di Martedì. L’ex presidente della Corte costituzionale non ha utilizzato troppi giri di parole: «Non si può dire che esiste un diritto di non vaccinarsi. Esiste semplicemente una situazione di fatto nella quale la legge non dice nulla sull’obbligo».

Gustavo Zagrebelsky ha poi messo in risalto: «Siamo in una sfera, per ora, dell’indifferente giuridico: in questa sfera interviene una legge che non hai l’obbligo ma che hai un onore: se vuoi fare una certa cosa, allora devi fare quest’altra. Non si viola nessun diritto, si regola un aspetto di quella sfera che per ora è giuridicamente irrilevante, e il legislatore può fare quello che vuole in vista di un interesse di natura pubblica, che è la salute».

GUSTAVO ZAGREBELSKY SULLA DESTRA

Nel corso dell’intervista a Di Martedì, Gustavo Zagrebelsky si è soffermato sulle polemiche sulla destra: «Io vedo che ci sono dei punti oscuri nella storia e nella composizione delle compagini di cui certi leader della destra sono al vertice: andrebbero sciolti questi punti oscuri. Il fatto che non siano sciolti, fa pensare che non si possano sciogliere e che ci siano elementi di compromissione». Il costituzionalista ha poi evidenziato: «I valori fondamentali della Costituzione – tolleranza, apertura alle idee degli altri, democrazia, uguaglianza, rispetto della dignità di tutti e ripudio delle discriminazioni – sono i punti differenziali, quelli che fanno le differenze. Gli orientamenti di discriminazione razziali, ad esempio, non importa che siano del fascismo: ci sono anche uomini e donne di cultura del passato che hanno sostenuto la diversità razziale. Erano fascisti? Non lo so e non importa. Ciò che importa è che sono inammissibili discriminazioni di questo genere».



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