Guzzini: riaprire, pazienza se qualcuno muore/ Ira social contro membro Confindustria

- Niccolò Magnani

Domenico Guzzini (Presidente Confindustria Marche): “no lockdown, serve riaprire. Pazienza se poi qualcuno muore”. Il video diventa virale: rivolta social e poi le scuse

Guzzini, Confindustria
Domenico Guzzini, Presidente Confindustria Marche (Twitter, 2020)

«Ci aspetta un Natale molto magro. Le persone sono stanche di questa situazione e vorrebbero venirne fuori. Bisogna riaprire: anche se qualcuno morirà, pazienza», è divenuto subito virale il discorso del Presidente di Confindustria Marche Domenico Guzzini pronunciato ieri in video collegamento con il “Made For Italy per la Moda”. Il frame contestato riguardava per l’appunto le considerazioni circa le attuali misure in discussione tra Governo e Cts, con un nuovo lockdown in arrivo per i giorni natalizi: come si evidenzia dal video qui sotto, Guzzini sottolinea tutta l’amarezza e difficoltà per un Natale «molto magro» che si avvicina. Per l’industriale nuove misure nei prossimi giorni significa «andare a bloccare anche un retail che si stava rialzando per la seconda volta da una crisi e lo stanno rimettendo nuovamente in ginocchio». Qui il passaggio incriminato, quando Guzzini afferma «Io penso che le persone sono un po’ stanche di questa situazione e vorrebbero, alla fine, venirne fuori. Anche se qualcuno morirà, pazienza. Ma così, secondo me, diventa una situazione impossibile per tutti».

IRA SINDACATI CONTRO GUZZINI, POI LE SCUSE

«Sono parole inammissibili quelle espresse da Domenico Guzzini, inaccettabili da chiunque ma se dette dal presidente di Confindustria di Macerata assumono un aspetto ancor più terrificante perché pronunciate in un contesto pubblico e alla presenza del Presidente della Regione, Francesco Acquaroli e Sandro Parcaroli, sindaco di Macerata», fanno sapere in una nota pubblica i sindacati Cgil, Cisl e Uil Macerata. Non solo, per le sigle queste parole di Guzzini «fa nascere il sospetto che questo pensiero sia, in certi ambienti, comune e condiviso e sveli la vera natura delle logiche che muovono certa imprenditoria. Parole che denotano l’assoluta mancanza di umanità e doveroso rispetto per il dolore delle numerose famiglie che anche in questi giorni piangono la perdita di persone care», I sindacati chiedono una presa di distanza da parte di Confindustria nazionale, ma nel frattempo è il presidente di Cna Macerata Giorgio Ligliani ad attaccare il collega Guzzini «La disumanità di quella frase non è tollerabile, faccio fatica solo ad ascoltarla. Tutti siamo stanchi di questa situazione e, aggiungo, anche di questo tira e molla su ciò che si può e ciò che è vietato fare. Le imprese chiedono chiarezza e preferiscono magari aspettare ma per poi riaprire definitivamente e senza limitazioni». Dopo 24 ore di proteste e rivolte sui social e non solo, è il Presidente di Confindustria Marche a chiedere ufficialmente scusa per quelle parole: ecco la nota apparsa sul Resto del Carlino, «Sinceramente chiedo scusa a tutti ed in particolare alle famiglie toccate dal dramma del Covid. Ho sbagliato nei contenuti e nei modi. Parlavo della vita aziendale e delle prospettive del lavoro e invece, preso dalla discussione ho fatto un’affermazione sbagliata, che non raffigura il mio pensiero né tanto meno quello dell’Associazione che rappresento». Un dolore per la sua stessa dichiarazione che gli fa concludere «quando ho riascoltato ho realizzato quanto fosse grave e distante da ciò che penso. Cioè che il bene più importante della vita di ognuno di noi siano la salute e la famiglia»



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