HALLE, ATTENTATO NEONAZISTA SINAGOGA/ Migranti e crisi hanno covato l’estremismo

- int. Gian Micalessin

“La radice di tutti i problemi sono gli ebrei”. È il messaggio razzista e omicida di Stephan Balliet mentre agiva contro la sinagoga di Halle, in Sassonia-Anhalt

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Un posto di blocco dell'antiterrorismo tedesco (LaPresse)

“La radice di tutti i problemi sono gli ebrei”. È il messaggio razzista e omicida consegnato da Stephan Balliet al proprio video, mentre agiva contro la sinagoga di Halle, in Sassonia-Anhalt, e poi sparava a una persona per strada. Quanto accaduto ieri, ancor prima che emergessero i particolari poi diffusi dagli inquirenti, lasciava pochi dubbi. Anche perché gli obiettivi colpiti sono stati due, ben diversi tra loro, ma entrambi significativi per l’estrema destra: la sinagoga, nel giorno della festività ebraica di Yom Kippur, e un negozio di kebab, gestito come tutti questi esercizi commerciali da turchi. Ebrei e immigrati dunque, il mirino di una destra estrema che, come ci ha detto il corrispondente di guerra del Giornale, Gian Micalessin, “proprio in Sassonia ha la sua roccaforte. È qui che negli ultimi anni l’AfD (Alternativa per la Germania), formazione di estrema destra, ha ottenuto  ben il 24% dei voti (alle ultime elezioni federali, nel 2017, ha toccato in tutto il paese il 12,6% portando in parlamento ben 94 deputati, ndr) ed è chiaro che in questo calderone ci sono anche elementi estremisti che usano la violenza per imporre la loro ideologia”.

Spari davanti alla sinagoga, il tentativo di entrare fortunatamente andato a vuoto, raffiche di mitra per strada e in un kebab: tutto sembrava portare alla pista di estrema destra.

Non sarebbe una novità. Già due anni fa era stata scoperta e smantellata una rete di estremisti di destra coinvolti in numerosi attentati e atti di violenza. La Sassonia è poi la roccaforte dell’estrema destra. Il fatto che l’attacco si sia svolto nel giorno di Yom Kippur è parso subito significativo, tutto faceva pensare alla pista neonazista.

Quanto è grave il fenomeno?

L’estrema destra è in ascesa in Germania dal 2015. È chiaro come in questo movimento politico ci siano anche elementi criminali neonazisti che pensano alla violenza come modo di esercitare il loro punto di vista. Questa deriva terroristica che ha visto, come detto, parecchie persone implicate, dimostra che c’è effettivamente un pericolo costante.

L’estrema destra e i gruppi terroristici da sempre hanno le loro fondamenta nei territori che facevano parte della Germania Est, quella comunista. Come mai?

Sono territori rimasti indietro dal punto di vista economico. Non dimentichiamoci che al momento dell’unificazione delle due Germanie il marco dell’ex DDR venne parificato uno a uno con quello dell’ovest e questo ha portato a uno sbilanciamento molto forte fra le due zone. Si tratta di territori che sono rimasti de industrializzati, non sono riusciti a seguire la locomotiva dell’ovest che aveva il grande vantaggio dello sviluppo economico degli anni precedenti l’unificazione.

E lo sbocco del malcontento popolare è stato l’estremismo?

L’ex Germania Est è rimasta indietro, sconta una certa arretratezza economica e se a questo si aggiunge la crisi che tocca oggi tutto il settore del manifatturiero, quel poco di industria dell’est viene colpito in modo massiccio. C’è infine da aggiungere il malcontento che si è creato con l’ondata migratoria del 2015, che ha trovato sfogo in un’opposizione di destra e anche di estrema destra.

(Paolo Vites)

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