Hanan e Sara uccise da mietitrebbia/ La testimone “Urlai ad agricoltore di fermarsi…”

- Emanuela Longo

Hanan e Sara uccise in campo di mais, schiacciate da una mietitrebbia: le parole della testimone 21enne “urlavo ma il trattore…”

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Hanan e Sara uccise da mietitrebbia (Lombardia Nera, 2021)

A distanza di quasi un mese dalla morte choc di due ragazze di origini marocchine, Hanan e Sara, uccise in maniera assurda in un campo di mais, giunge una importante testimonianza che contribuisce a rendere più chiara la dinamica. Le sue parole sono state riprese dal quotidiano Corriere della Sera. Lei ha 21 anni, vive nel quartiere periferico di Rogoredo ed è mamma di una bambina di 4 anni, attualmente insieme al suo ex fidanzato, altrove. Viene definita una “fattorina”, ovvero coloro che dopo aver ricevuto la commissione va in bicicletta a ritirare le dosi ed esegue la consegna. La mattina del 2 luglio scorso si era fermata anche lei a consumare nel campo di mais di Locate Triulzi, nell’hinterland milanese, dove Hanan e Sara, rispettivamente di 31 e 28 anni hanno incontrato la morte.

Le due donne sono state uccise da un mezzo agricolo che stava spargendo medicinali sulle coltivazioni, guidato da un 28enne che non si sarebbe accorto di nulla e che risulta ora indagato per omicidio colposo. “In quel campo di mais, cioè il campo della morte, io urlavo, urlavo contro il conducente del trattore che si avvicinava, ma quello non mi sentiva, urlavo con tutta la forza in corpo ma niente, c’era un boato da rompere le orecchie… Allora sono corsa via, nel panico, verso la casa abbandonata dove sto…”, ha dichiarato la testimone.

HANAN E SARA UCCISE IN CAMPO DI MAIS: PARLA LA TESTIMONE

Anche la 21enne presente nel campo di mais sarebbe rimasta ferita ma avrebbe preferito non recarsi in ospedale. In merito alle due marocchine uccise ha dichiarato: “Pensavo che Sara potesse scappare, che potesse farcela. E Hanan, ecco, Hanan non credevo fosse morta, nemmeno lei… Che erano morte tutte e due, l’ho letto sul giornale”. Lei è di origine romena e faceva parte del gruppo che insieme a 4 uomini nordafricani due dei quali ancora ricercati, si trovavano nel campo il giorno della tragedia. La giovane è anche colei che è rimasta per ultima con le due vittime: “Non mi sono accorta di quel trattore gigantesco… Non ce ne siamo accorti… Nessuno… Il trattore ci ha colpito. Tutti, senza distinzione. Ricordo che ha schiacciato completamente Hanan e poi ha colpito anche Sara. A me mi ha preso sul braccio e sul fianco e sulla schiena… Soffro di asma, sono stata colta da un attacco devastante, mi ha preso ancora di più la paura. Dovevo sparire da quel posto”, ha commentato.



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