HARRY STYLES/ Harry’s House dopo gli One Direction molto più che un “one hit wonder”

- Paolo Vites

Con il suo terzo disco solista l’ex One direction Harry Styles presenta un bel lavoro che paga pegno al pop elettronico degli anni 80

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Harry Styles

C’erano una volta gli One Direction, l’ultima boy band di successo mondiale, un gruppo di ragazzi inglesi che fecero registrare un successo globale a base di musica facile per ragazzine, ma non solo. Certi rimandi vocali a gruppi storici come ad esempio i Beach Boys facevano capire che avevano dietro un team di produzione notevole, come sempre d’altro canto nel produzione anglo-americane. Finita quella avvenuta, del gruppo è rimasto il solo Harry Styles, una sfida non facile come sempre in questi casi. Con già due buoni dischi alle spalle, il ragazzo pubblica adesso il terzo lavoro solista, Harry’s House, un disco che conferma una produzione di alta classe, anche se molto vintage. La direzione in cui si muove Stylea é infatti debitrice dell’electro pop anni 80, in particolare Prince (ad esempio nell’R&B con derive acid jazz dell’iniziale Music for a sushi restaurant), ma le sue doti vocali, capace di passare dal falsetto a improvvisazioni scat, ne sottolineano l’abilità.

Se il singolo che ha lanciato il disco, As it was, con quel riff che paga pegno al grande successo Take on me del gruppo anch’esso degli anni 80, i norvegesi a-ha, pesca ancora abbondantemente nel decennio del pop elettronico, e Late night talking ancora richiama il funk elettronico di Prince, altrove il giovane mostra di avere molte carte da giocare. Succede nelle due sorprendenti ballate acustiche, che saltano ancora più indietro nel tempo, ai primi anni 70, la stagione immortale dei cantautori intimisti come James Taylor e Joni Mitchell. Stiamo parlando di Boyfriends e soprattutto dell’incantevole Matilda. C’è spazio anche per la bella ballata electro pop Little freaks, che a qualcuno può ricordare lo straordinario cantautore americano John Grant, un talento sparito troppo presto, capace di mettere insieme Elton John e le costruzioni più ambiziose ricavate dai suoni elettronici.

Un bel disco in sostanza, anche se Harry deve ancora dimostrare di avere una propria autonomia creativa e una originalità degna del mestiere che fa, ma certamente davanti alla spazzatura a chili che ci arriva oggi soprattutto dal mercato musicale italiano, dischi come questo si distinguono. Styles deve ancora diventare un grande, ma ha intrapreso un percorso pop di tutto rispetto che potrebbe raggiungere un picco in grado di stupire davvero.







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