Samsung e gli operai morti di cancro: “Ci scusiamo”/ Ultime notizie: trovato accordo per risarcimento

Samsung e gli operai morti di cancro: “Ci scusiamo per le sofferenze”. Trovato accordo per risarcimento a dieci anni dallo scoppio dello scandalo

23.11.2018 - Silvana Palazzo
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Samsung (Foto: LaPresse)

La Samsung si scusa pubblicamente con i propri dipendenti che si sono ammalati di cancro. Sono 320 le persone che si sono ammalate dopo essere state assunte, e 118 tra queste sono morte. L’azienda, in base ad un accordo annunciato all’inizio del mese, pagherà un risarcimento fino a 150 milioni di won – che corrispondono a circa 133mila dollari – per caso. Dopo le scuse del presidente Tim Baxter in seguito all’esplosione di alcuni esemplari di Galaxy, ecco quelle del co-presidente di Samsung, Kim Ki-Nam: «Ci scusiamo pubblicamente con i lavoratori che hanno sofferto e con le loro famiglie. Non siamo riusciti a gestire correttamente i rischi per la salute nelle nostre fabbriche di semiconduttori e LCD». Lo scandalo è scoppiato nel 2007, quando alcuni ex operai delle fabbriche di Suwon, a sud di Seoul, e le loro famiglie, hanno denunciato diverse forme di cancro legate alle condizioni di lavoro.

SAMSUNG E GLI OPERAI MORTI DI CANCRO: “CI SCUSIAMO”

Arrivare ad un accordo e alle scuse ufficiali di Samsung non è stato affatto facile. Sono passati dieci anni, è intervenuta l’Agenzia statale per il benessere del lavoro di Seoul, ma ci sono voluti anche un comitato di mediazione e un’inchiesta del Washington Post. A guidare i familiari Hwang Sang-gi, che ha perso una figlia di 22 anni per leucemia nel 2007. Ha detto ai giornalisti di essere contento che vengano mantenute le promesse fatte, ma ha anche sottolineato che «le scuse non sono sufficienti per le famiglie delle vittime, perché non posso dimenticare il dolore che lei e la nostra famiglia hanno dovuto affrontare: ma le accetteremo». Samsung Electronics è il più grande produttore di chip nel mondo e la punta di diamante del gruppo. Ha infatti avuto un ruolo chiave nell’ascesa della Corea come undicesima potenza mondiale. Il gruppo però ha ricevuto anche accuse di oscure connessioni politiche: Lee Jae-Yong è stato dichiarato colpevole di aver corrotto l’ex presidente Park Geun-hye, che avrebbe ricevuto diversi milioni di euro da importanti manager di società sudcoreane.



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