Eolo non funziona: cosa sta succedendo?/ L’azienda “Inaspettata attività di streaming”

Eolo non funziona: cosa sta succedendo? L’azienda “Inaspettata attività di streaming”. Si registrano pesanti disservizi in queste ore

11.12.2018 - Davide Giancristofaro Alberti
Eolo, provider web
Eolo

Il servizio di internet provider, Eolo, ha da un paio di giorni a questa parte, dei seri problemi. Sono infatti moltissimi i clienti che lamentano l’impossibilità di navigare in rete, ed in particolare nel nord della nostra penisola, come evidenziato da Downdetector. In realtà questo dato di “localizzazione” va preso con le pinze, visto che la maggior parte dei clienti di Eolo risiede proprio nelle regioni del nord, a cominciare dalla Lombardia. Già nella giornata di ieri l’azienda aveva emesso un breve comunicato per rispondere alle moltissime richieste di spiegazioni da parte della clientela: «A causa di un inaspettato aumento del volume di traffico generato da attività di streaming – si legge sulla nota dell’azienda – alcuni clienti in limitate aree del Nord Italia stanno rilevando da qualche giorno rallentamenti nella navigazione. L’azienda è già al lavoro per potenziare tutta la propria rete italiana, proseguendo con l’implementazione di un piano di investimenti per decine di milioni di euro, con l’obiettivo di supportare i crescenti volumi di traffico e risolvere le attuali difficoltà, che riguardano meno del 3% dei clienti, e con i quali l’azienda si scusa».

EOLO, COSA FUNZIONA? CONTINUI PROBLEMI

E’ possibile contattare il numero di assistenza clienti, ma anche in questo caso si registrano dei disservizi visto che le linee sono completamente intasate, prese di mira proprio dalla numerosa clientela insoddisfatta, e di conseguenza è raro e complicato riuscire a spiegare il proprio problema ad un operatore. Al momento quindi la situazione sembra irrisolvibile e sono molti coloro che associano i molteplici problemi delle ultime settimane (anche a novembre Eolo ha registrato disservizi e malfunzionamenti), all’inchiesta che ha visto coinvolto l’amministratore delegato Luca Spada, che secondo la procura avrebbe “rubato” bande dove appoggiare i propri servizi, senza pagarle. L’ad era stato inizialmente incarcerato ed ora si trova ai domiciliari in attesa che la vicenda venga chiarita.



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