Facebook / Il Garante sulla Privacy chiede chiarimenti sulle violazioni in Italia

- Matteo Fantozzi

Facebook, il riconoscimento facciale funziona? Mark Zuckerberg preoccupato per il calo sensibile degli utenti giovani sul social network dopo lo scandalo Cambridge Analytica.

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Allarme sicurezza Instagram

Arrivano parole importanti dal Garante della Privacy in merito allo scandalo che ha colpito Facebook associato a quanto emerso nei rapporti con Cambridge Analytica. Si chiedono ulteriori chiarimenti “Sulla possibile violazione dei dati personali di decine di migliaia di utenti italiani già individuati e di altri ancora da identificare“. Proprio oggi, specifica Ansa, il Garante della Privacy ha ricevuto una delegazione del noto social network con al capo la responsabile europea della privacy Yvonne Cunnane che si sta occupando proprio dell’istruttoria in merito a Cambridge Analytica. Nell’incontro, spiega una nota del Garante, si è discusso con il Presidente Antonello Soro in cui Facebook si è impegnata a fornire proprio questi dati per chiarire la situazione in merito. Ci si aspetta ora un chiarimento preciso da parte proprio dal social network per cercare di vivere la situazione in maniera tranquilla anche per il futuro. (agg. di Matteo Fantozzi)

I PUNTI DA SEGUIRE PER STARE TRANQUILLI SECONDO AGI

Sicuramente stanno vivendo un momento difficile tutti gli utenti di Facebook. Si ritrovano infatti in difficoltà dopo che lo scandalo Cambridge Analytica ha inchiodato la gestione dei dati sensibili da parte del famoso social network. Agi, l’associazione giornalisti italiani, ha voluto stilare una lista di dodici punti in cui viene sottolineato cosa va evitato di mostrare online. Il primo dato è quello legato al compleanno che sicuramente fornisce delle indicazioni utili a chi vuole muoversi per accedere a dati bancari e simili. Subito dopo si passa al numero di telefono che è un altro strumento che può portare addirittura a reati come lo stalking. Attenzione ovviamente maggiore va riservata ai minori con il divieto assoluto di pubblicare foto o situazioni che possano portare a riconoscerlo, quindi meglio evitare foto o situazioni simili. Staremo a vedere comunque se le mosse messe in atto da Facebook riusciranno a dare al pubblico quello che cerca e cioè la tranquillità di navigare. (agg. di Matteo Fantozzi)

IL CALO DEI GIOVANI SUL SOCIAL

Mark Zuckerberg è preoccupato per Facebook, inevitabilmente ci sarebbe stato un danno dallo scandalo Cambridge Analytica difficile era pensare che ad essere colpiti fossero i più giovani. Infatti di fronte al sospetto della fuga di dati sensibili i più attenti sembravano essere gli adulti, invece paradossalmente stanno calando vorticosamente anche il numero degli iscritti tra i giovanissimi. C’è però un rovescio della medaglia come in ogni situazione perché paradossalmente nonostante questa fuga stanno crescendo gli utenti con un +3.2% sugli attivi mensili dall’inizio di quest’anno. In poche parole i numeri ci parlano di 67 milioni di persone che nel mondo hanno utilizzato negli ultimi tre mesi la piattaforma. Numeri importanti che non bastano a creare serenità perché il calo dei giovani è preoccupante e va studiato assolutamente qualcosa che riporti Facebook a vivere una condizione di quantomeno parziale tranquillità.

IL RICONOSCIMENTO FACCIALE FUNZIONA DAVVERO?

E’ un momento davvero difficile da spiegare per Facebook dopo che lo scandalo Cambridge Analytica ha colpito il noto social network. Tra i rimedi messi in atto da Mark Zuckerberg c’è il riconoscimento facciale preso in prestito dall’iPhone X e ora attivo anche su Facebook. La scelta è stata quella di renderlo attivo solo per chi lo volesse e non obbligatorio per ogni accesso da parte dell’utenza. Una novità che però è rimasta piuttosto sottotraccia almeno per l’utenza non troppo dedita a frequentare portali dedicati alla tecnologia. L’obiettivo è sicuramente aumentare la sicurezza degli utenti che potranno tramite la fotocamera anteriore, o con la webcam del computer, effettuare la configurazione del loro volto abile poi a effettuare l’accesso sulla piattaforma rendendola quindi inattaccabile da un utente esterno. Non tutti però hanno gradito questa possibilità anche perché considerata come una scelta un po’ troppo complessa.

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