Facebook, sospese 200 app/ Uso improprio dei dati: la dura critica di Tim Cook (Apple)

- Matteo Fantozzi

Facebook, Privacy utenti: ko 200 applicazioni per l’uso dei dati in modo improrio, sorge un nuovo scandalo simile a quello di Cambridge-Analytica. Social network sempre più nella bufera.

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Allarme sicurezza Instagram

Il caso Cambridge Anaytica continua a scuotere le politiche di Facebook, sottolineando come nulla sarà più come prima per la tutela della sicurezza dei dati degli utenti. 200 app bloccate, altre ne seguiranno ma su questa politica stringente è arrivata un’aspra critica da parte di Tim Cook, amministratore delegato di Apple. Che ha commentato la vicenda durante il suo intervento alla Duke University, parlando in maniera abbastanza perentoria, pur senza fare mai riferimenti diretti a Facebook e al suo Deus ex Machina, Mark Zuckerberg: ”Noi respingiamo la scusa che ottenere il massimo dalla tecnologia vuol dire abbandonare il vostro diritto alla privacy. Noi abbiamo scelto di fare le cose diversamente, raccogliendo meno dati possibile e rispettandoli quando sono sotto il nostro controllo perche’ sappiamo che sono i vostri dati”. Dunque una presa di distanza abbastanza netta da parte di Apple rispetto alle politiche intraprese da Facebook. (agg. di Fabio Belli)

ECCO COSA PUO’ ACCADERE

E ora cosa accadrà su Facebook? La notizia delle 200 applicazioni sospese per controllare il movimento di dati inerenti a queste, soprattutto dopo che lo scandalo Cambridge Analytica aveva smosso e non poco le acque. E’ stato sottolineato che queste applicazioni sono ora al vaglio di alcuni controlli e potranno tornare, se tutto in ordine, al loro posto tra non molto tempo. Se ci fossero dei problemi e dei rischi per la privacy degli utenti allora queste app sarebbero automaticamente bloccate. L’obiettivo è quello di dare un’immagine forte all’utenza, facendo capire che le cose finalmente sono cambiate e non si vive più dei dubbi che hanno fino a questo momento creato un po’ di apprensione e fatto temere anche il crollo della piattaforma con molti utenti che hanno deciso di cancellarsi. I tempi sono cambiati e Facebook sta facendo un passo per recuperare i tanti errori compiuti fino a questo momento. (agg. di Matteo Fantozzi)

CONTINUANO LE POLEMICHE SUL SOCIAL NETWORK

Continuano le polemiche che vedono al centro della bufera Facebook. Le ultime notizie ci parlano di ben 200 applicazioni che sono state sospese dalla nota piattaforma in attesa di verificare il modo in cui venivano utilizzati i dati degli utenti e se davvero queste fossero pericolose. Viene sottolineato però che i dati in questione non hanno effettuato l’uso improprio dei dati, ma sarà importante capire come queste li utilizzano per verificare che sia tutto in regola. Ovviamente l’iniziativa è stata lanciata di fronte a una situazione non facile da gestire in seguito allo scandalo Cambridge Analyitica. Gli utenti pretendono chiarezza e finalmente Facebook ha preso la linea dura, cercando di evitare che le cose vengano fatte in maniera sommaria come accadeva in precedenza. I controlli aumentano e probabilmente il livello della sicurezza di chi utilizza il social è destinata a migliorare.

LO SCANDALO CAMBRIDGE-ANALYTICA

Ormai da un paio di mesi Facebook è entrato in una vera e propria bufera a causa dello scandalo CambridgeAnalyitica. Questo è stato accusato di utilizzare in maniera impropria i dati sensibili degli utenti del noto social network per fini politici. Una situazione che ha spostato l’opinione pubblica contro il portale con la campagna #DeleteFacebook approvata da numerosi volti noti del mondo dell’informatica e non. Di mezzo c’è finito il proprietario e inventore del social network Mark Zuckerberg che ha cercato di difendersi in quello che è stato davvero un processo per capire qualcosa di più sulla fuga di notizie. Dopo questa situazione sono cambiate le cose decisamente perché il pubblico non si fida più della piattaforma come prima, impaurita che i propri dati possano arrivare ad altre persone che magari hanno secondi fini molto particolari e ovviamente pronti a ledere l’immagine personale.

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