WhatsApp, virus nei gruppi e nuova minaccia/ Falla dimostrata in video: nessun problema nelle chat individuali

WhatsApp, virus nei gruppi: nuova minaccia. Da oggi falla rende vulnerabili smartphone Apple e Android. Le ultime notizie: messaggi inviati possono essere manipolati per un bug

09.08.2018 - Silvana Palazzo
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WhatsApp, dal 2019 non funzionerà su alcuni smartphone (Pixabay)

Nella giornata di oggi è scoppiata la mania per i virus nei gruppi di WhatsApp in grado di danneggiare smartphone Apple e Android. Una nuova sicurezza si è mossa però nelle ultime ore e cioè che non ci dovrebbe essere nessun tipo di problema nelle chat individuali che dovrebbero rimanere sicure come prima. L’applicazione è la più scaricata in tutto il mondo e dunque anche una delle più utilizzate e per questo è nato un panico generale sui social network, che ha scatenato anche grosse polemiche. Una nuova minaccia che ha fatto pensare a molti anche di abbanondare la piattaforma per evitare problemi. Da questa possibilità è nata l’emergenza dell’azienda di appianare ogni difetto e cercare così di non generare un fuggi fuggi verso altre applicazioni come Telegram che hanno dimostrato negli ultimi mesi di essere più stabili e soprattutto più sicure. Ricordiamo infatti che WhatsApp è stata acquistata degli stessi proprietari di Facebook coinvolti nello scandalo Cambridge-Analytica, cosa che ha creato inevitabili ripercussioni anche su WhatsApp. (agg. di Matteo Fantozzi)

A LAVORO PER CORREGGERLA

Non solo Facebook e Twitter nel mirino di potenziali hacker e virus. Questa volta è anche il turno di WhatsApp, il celebre servizio di messaggistica più usato al mondo. Ed infatti un attacco malevolo chiamato FakesApp, ha fatto tremare tutti. In sintesi, si tratta di un codice che può modificare come vuole, quello che viene proposto agli utenti di una conversazione proprio attraverso la funzione “Rispondi”. Da tempo ormai, si può rispondere ad un messaggio utilizzando il virgolettato originale. Gli esperti di Check Point Software Technologies, hanno dimostrato che, attraverso strumenti particolari, anche la risposta originale può essere manipolata e distorta. Il testo originale invitato dal primo mittente però, resta originale senza modifiche. Naturalmente questo, potrebbe provocare forti disagi, specie all’interno di gruppi. Il team di WhatsApp intanto, ha fatto sapere di essersi messa al lavoro per correggere la falla ma, fino ad allora, ha invitato gli utenti ad essere attenti e responsabili. Nel frattempo, per tutti i dispositivi Android, proprio WhatsApp ha rilasciato un aggiornamento per la sua versione beta con qualche modifica di carattere grafico e alcune innovazioni nell’interfaccia dell’utente. (Aggiornamento di Valentina Gambino)

ECCO COME MANIPOLARE I MESSAGGI

Traditori, figli, genitori e anche lavoratori, attenzione al vostro cellulare e a WhatsApp visto che una nuova falla potrebbe correre oggi in vostro aiuto o giocare a vostro sfavore. L’ennesimo allarmismo del momento si è diffuso ormai a macchia d’olio da qualche ora ma adesso arriva un video a supportata l’idea che ci sia un bug, una falla, nell’applicazione e che le truffe siano ormai dietro l’angolo con tanto di pericolo che chiunque possa cambiare i messaggi in chat. Secondo i bene informati sembra proprio che la falla possa permettere agli hacker, o chi per loro, di cambiare la risposta inviata, citare un messaggio spacciandolo come inviato da un altro utente o inviare un messaggio privato al un membro di un gruppo come se fosse stato inviato nello stesso gruppo. Ad occuparsi dell’analisi di questi problemi è stata la società Check Point Software Technologies che ha parlato di un problema più grave del previsto ma spiegando anche che non tutti possono arrivare ad usare la falla a proprio piacimento e non i “comuni mortali” che usano gruppi e chat per parlare con i propri familiari o amici. Il video rilasciato, però, mostra le potenzialità di questa falla e il pericolo che si corre a causa sua. Clicca qui per vederlo. (Hedda Hopper)

NUOVA FALLA, NUOVI PROBLEMI

Una falla di WhatsApp ha fatto scattare l’allarme virus. Il “bug” potrebbe consentire l’intrusione di virus nei nostri smartphone. Come? Attraverso la funzione dei gruppi. Il rischio è che sconosciuti si spaccino per nostri contatti e facendosi inserire in chat collettive possano poi contagiare con un virus il cellulare su cui è installata l’app. E non è finita qua: gli “intrusi” potrebbero anche usare la vetrina digitale per diffondere bufale, fake news e truffe. L’allarme è stato lanciato da Bufale.net, secondo cui la minaccia riguarderebbe i dispositivi Apple e gli Android. Da WhatsApp al momento non è arrivato alcun commento a quella che sembrerebbe una minaccia fondata. E come se non bastasse tutto ciò a farci preoccupare, pare che la minaccia sarebbe attiva a partire da oggi, giovedì 9 agosto 2018. Per evitare di essere coinvolti in tale genere di attacco informatico è meglio alzare il livello di attenzione, in particolare nella gestione dei contatti presenti nei gruppi particolarmente affollati, evitando di accettare utenti che non si conoscono.

WHATSAPP, VIRUS DAI GRUPPI: NUOVA MINACCIA

C’è un altro bug che preoccupa WhatsApp perché potrebbe permettere di modificare i messaggi inviati. Ne parla Check Point Software Technologies, un’azienda israeliana che si occupa di cybersecurity. La nuova falla permetterebbe agli hacker di entrare in gruppi o chat private, intercettare i messaggi degli utenti e modificarli. E quindi potrebbero sfruttare questa debolezza del sistema per volgere a proprio vantaggio le conversazioni, oppure creare e diffondere fake news. Per gli esperti ci sono tre azioni che questa falla rende possibili: sostituire una risposta con una frase diversa, citare un messaggio mentre si risponde in un gruppo facendolo apparire come se provenisse da una persona che non fa neppure parte di quella chat, diffondere notizie false. Tutto questo potrebbe essere utile agli hacker per estorcere segreti all’insaputa dei destinatari. In questo caso Whatsapp ha già fatto sapere tramite un portavoce di star valutando con attenzione il caso, ma che la sicurezza del sistema di crittografia end-to-end non è comunque in discussione. 

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