Hong Kong, 9 attivisti condannati: 5 sono cattolici/ “Punizione verso la Chiesa”

- Davide Giancristofaro Alberti

Nove attivisti di Hong Kong sono stati condannati e cinque di essi sono cristiani: la denuncia di padre Gianni Criveller, missionario del Pime

Arresti Hong Kong
Hong Kong, polizia arresta manifestanti dopo legge pro-Cina (laPresse, 2020)

Nove persone, esponenti dell’opposizione, sono state condannate al carcere negli scorsi giorni ad Hong Kong. Hanno un’età compresa fra i 64 e gli 82 anni, non si tratta quindi di attivisti ne facinorosi, ma di una vera e propria condanna nei confronti della Chiesa: “Una punizione con un forte significato intimidatorio – scrive per Avvenire padre Gianni Criveller, missionario del Pime per ben 30 anni proprio ad Hong Kong – e che ferisce il cuore della Chiesa locale”.

Cinque di loro sono infatti cattolici, a cominciare da Martin Lee, fondatore del Partito Democratico locale, avvocato 82enne, e credente che ogni mattina partecipa alla messa presso la chiesa di San Giuseppe: “Tra i consiglieri più apprezzati della diocesi – dice di lui Criveller – lo ricordo in prima fila nei principali eventi della comunità cattolica”. E ancora: “Queste condanne feriscono il cuore della Chiesa, toccata nei legami più cari. A chi dice che i cattolici sono divisi, va risposto che non lo sono affatto di fronte a Martin, fratello amato e condannato per i suoi ideali: un «uomo buono, mite, saggio, innocente ed amico»”.

HONG KONG, ATTIVISTI CONDANNATI PER COLPIRE LA CHIESA: “QUESTO MONDO CHE NON AMA LA LIBERTA’”

Altro condannato a Hong Kong, il 64enne Lee Cheuk-yan, molto vicino ai missionari del Pime assieme alla moglie Elizabeth, e attivista e testimone dell’opera dei missionari e in generale dei cristiani a favore dell’impegno sociale: “Per questo oggi possiamo dire che sono stati condotti in carcere sorelle e fratelli che hanno preso seriamente l’annuncio evangelico. Impegnati per la libertà”. Ma l’elenco prosegue con Cyd Ho, 66 anni, Margareth Ng, di anni 73 “che la fatidica notte del 1 luglio 1997, a fianco di Martin Lee, si rivolse al popolo di Hong Kong dal balcone del Parlamento”, quindi Jimmy Lai, 72enne in prigione da tempo, fondatore di Apple Daily, il giornale più popolare di Hong Kong, Albert Ho, 69enne picchiato a novembre del 2019, prima di un viaggio in Italia, e Leung Kwok-hung, sempre con addosso la casacca di Che Guevara, e “protagonista di mille battaglie non violente sulle strade di Hong Kong”. Criveller conclude la sua disamina per Avvenire scrivendo che oggi, in prigione, vi sono uomini e donne “puniti per l’impegno civico e, per alcuni tra loro, per praticare la loro fede. Sono i confessori dei nostri giorni: meriterebbero più riconoscimento. Ma il nostro tempo e questo mondo non amano la libertà”.



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