Hong Kong, arrestato ancora Joshua Wong/ Video, marcia consolato Usa “Trump aiutaci”

- Niccolò Magnani

Hong Kong, ancora proteste e nuovo arresto del giovane leader anti-sistema Joshua Wong: marcia verso consolato Usa, “Trump aiutaci”

Leader proteste Hong Kong
Joshua Wong, leader proteste a Hong Kong (LaPresse, 2019)

Le proteste non si placano e nemmeno la cancellazione definitiva – parola del Governo di Hong Kong – della legge sull’estradizione in Cina sta placando la rabbia dei giovani manifestanti contro la corruzione nei palazzi della politica e contro i continui arresti che avvengono senza controllo ormai in ogni parte di Hong Kong. Stamattina è stato di nuovo prelevato uno dei leader delle proteste anti-Governo, quel Joshua Wong già arrestato a fine agosto sempre per le proteste e la sfida “aperta” alla Governatrice Carrie Lam e al Governo cinese. Il leader del “movimento degli ombrelli” (la prima ondata di proteste andata in scena nel 2014, ndr) è stato arrestato all’aeroporto di Hong Kong dopo il rientro dal viaggio in Taiwan: Wong dopo lo scorso arresto, era stato rilasciato ma sottoposto ad una serie di restrizioni come l’obbligo di dimora dalle 23 alle 7. Ora con il viaggio a Taiwan, sostengono le autorità che lo hanno posto sotto fermo, Joshua avrebbe disatteso le imposizioni della polizia e da qui l’arresto immediato.

ANCORA PROTESTE IN HONG KONG “TRUMP AIUTACI TU”

«Sono stato arrestato questa mattina dalla polizia per le violazioni delle condizioni del rilascio su cauzione e sono attualmente tenuto in custodia», ha fatto sapere Joshua Wong in un messaggio social diffuso dal suo partito “Demosisto”. Le proteste intanto continuano, esattamente come le repressioni della polizia e delle forze speciali che spesso arrivano allo scontro fisico con i manifestanti sparsi ancora per l’ennesimo weekend consecutivo in tutta Hong Kong: stamattina decine di migliaia di giovani manifestanti hanno marciato verso il consolato Usa sventolando diverse bandiere degli Stati Uniti. «Trump aiutaci», urlavano i liberi aderenti alla marcia anti-sistema partita a Chater Garden, nel centro, e finito davanti al consolato americano. Momenti di tensioni, per fortuna non gravissimi, nel finale della marcia quando la stazione della metro è stata chiusa per impedire il forte afflusso di persone che avevano partecipato alla manifestazione di protesta. A seguito, un incendio è stato appiccato all’ingresso, subito però spento dai pompieri.



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