I.M.A. industria della famiglia Vacchi/ Qual è il ruolo di Gianluca Vacchi cosa produce

- Mirko Bompiani

L’I.M.A. è l’industria della famiglia Vacchi, una società specializzata nel processo di confezionamento di diversi prodotti

I.M.A.
(Wikipedia)

L’I.M.A. è l’industria della famiglia Vacchi, una delle più celebre aziende italiane e punto di riferimento a livello internazionale. La società – nome completo Industria Macchine Automatiche – ha sede a Ozzano dell’Emilia ed è specializzata nel processo di confezionamento di prodotti farmaceutici, alimentari, cosmetici, tabacco, tè e caffè.

Quotata alla Borsa di Milano dal 1995 e nell’indice FTSE Italia STAR dal 2001, oltre che in quello FTSE Italia Mid Cap, l’I.M.A.  fu fondata all’inizio degli anni Sessanta e nel 1963 la maggioranza delle quote aziendali passò alla famiglia Vacchi. L’ingresso nel mercato internazionale è datato anni Ottanta, con la fondazione di numerose filiali in giro per il mondo: dagli Stati Uniti d’America alla Gran Bretagna, passando per Francia, Germania e Austria. Nel 2001 il titolo della società è entrato a fare parte del segmento S.T.A.R. (Segmento Titoli ad Alti Requisiti) della Borsa Valori di Milano e per tutto il decennio sono state portate avanti acquisizioni a livello internazionale, con una crescita della gamma produttiva.

I.M.A., INDUSTRIA FAMIGLIA VACCHI

Vincitrice del Premio Leonardo Qualità, la società I.M.A. prevede un consiglio di amministrazione composto da quattordici membri, con Alberto Vacchi nel ruolo di presidente e amministratore delegato esecutivo. Marco Vacchi, invece, ricopre il ruolo di presidente onorario. L’industria è finita coinvolta suo malgrado nella frattura registrata all’interno della famiglia Vacchi: Bernardo ha deciso di dividere la sua strada da quella di Gianluca, noto influencer e deejay. Ha fondato il marchio Finvacchi, con un capitale stimato di 130 milioni di euro. Gianluca Vacchi ha avuto un bel pacchetto di azioni dell’I.M.A. – 7,5% – e ha potuto fare affidamento su imponenti entrate, complici le plusvalenze e i grandi introiti registrati dalla società con il passare degli anni. Senza dimenticare però che “Mr. Enjoy” non ha mai avuto alcun potere all’interno dell’industria e non è mai stato direttamente coinvolto nella gestione della compagnia.







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