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Home » OPIS » I NUMERI/ Istruzione, lavoro, finanza: Malta spiega all’Europa come si riduce il gap donne-uomini

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I NUMERI/ Istruzione, lavoro, finanza: Malta spiega all’Europa come si riduce il gap donne-uomini

Mariangela Zenga, Erika Grammatica
Pubblicato 31 Ottobre 2025
Giovani al lavoro

Fonte: Pexels.com

L’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere mappa le differenze uomini-donne nelle società europee. Ecco come Malta è riuscita a ridurle

La parità di genere è uno tra gli obiettivi fissati nella strategia di crescita dall’Unione Europea per il periodo 2020–2025. L’Istituto Europeo per l’Uguaglianza di Genere (EIGE – European Institute for Gender Equality) ha sviluppato un indice di Uguaglianza di Genere che offre una mappatura completa delle differenze in alcuni indicatori economici e sociali tra donne e uomini all’interno dell’Unione Europea e dei suoi Stati membri.


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L’uguaglianza di genere implicita nell’indice comprende “una pari condivisione delle risorse, della dignità e dell’integrità tra donne e uomini”. Nonostante i progressi compiuti in diversi ambiti sociali ed economici, persistono disuguaglianze e forme di segregazioni di genere, che limitano l’accesso di donne e uomini a determinati settori del mercato occupazionale. E’ quindi importante riuscire a misurare tali disuguaglianze per capire come un paese sta andando rispetto agli altri e quali policy possono essere applicate per avvicinarsi all’ uguaglianza.


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La struttura concettuale dell’indice si articola in otto domini principali: i primi sei — lavoro, denaro, conoscenza, tempo, potere e salute — costituiscono il nucleo dell’indice (core index), mentre gli altri due — disuguaglianze intersezionali e violenza — sono domini che non vengono inclusi nel calcolo dell’indice, poiché misurano fenomeni che riguardano solo una parte selezionata della popolazione. Ciascun dominio comprende vari indicatori misurati separatamente per uomini e donne che, pertanto, consentono di misurare le differenze tra uomini e donne.

Tutti gli indicatori sono costruiti usando dati da indagini ufficiali di Eurostat, relativi ai vari domini nei Paesi dell’Unione Europea anche per diversi anni di rilevazione. In questo modo, è possibile tracciare le traiettorie nel tempo dei diversi paesi per osservarne le dinamiche nei diversi ambiti di interesse. Per questo abbiamo applicato il metodo delle componenti principali che individua un numero limitato di fattori latenti nelle variabili osservate e premette la rappresentazione dei paesi su un piano.


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L’indice è stato misurato nei Paesi membri dell’UE in otto anni consecutivi (2010, 2012, 2015, 2017, 2018, 2019, 2020 e 2021). L’applicazione delle componenti principali sintetizza le dinamiche di genere in due dimensioni fondamentali: 1) la partecipazione di donne e uomini al lavoro e all’istruzione, e 2) le loro differenze nell’accesso e nella distribuzione delle risorse economiche.

La dinamica temporale dell’indice per ciascun paese europeo si può trarre unendo i punti (che rappresentano anni di osservazione) sul piano costruito con i primi due assi ricavati dell’analisi delle componenti principali. Per ciascun paese, la spezzata evidenzia i cambiamenti dal 2010 al 2021 nella partecipazione delle donne al lavoro e all’istruzione, nonché alle risorse economiche rispetto agli uomini.

La posizione relativa dei paesi nella Figura 1 permette di individuare quattro situazioni tipiche:

a) nel primo quadrante (in alto a destra) si trovano i paesi con livelli superiori sia di partecipazione al lavoro/istruzione sia di risorse economiche per le donne;
b) nel secondo quadrante (in alto a sinistra) rientrano i paesi con buone risorse economiche ma bassa partecipazione femminile al lavoro e all’istruzione;
c) nel terzo quadrante (in basso a sinistra) compaiono i paesi in condizioni più difficili, caratterizzati da bassi valori in entrambe le dimensioni;
d) infine, nel quarto quadrante (in basso a destra) si collocano i paesi con superiore partecipazione femminile ma risorse economiche ancora limitate rispetto agli uomini.

Attraverso la rappresentazione grafica con bolle, è possibile visualizzare in modo sintetico la posizione media di ciascun Paese, dove il centro della bolla rappresenta il baricentro della traiettoria e la sua dimensione indica la variabilità del percorso nel tempo.
Quanto maggiore è la dimensione della bolla, tanto più ampie sono le fluttuazioni del paese nel periodo analizzato.

Figura 1: rappresentazione a bolle dei Paesi UE per le due componenti di partecipazione al lavoro e all’istruzione e di risorse economiche

Dall’analisi delle traiettorie, emerge che Malta è il Paese che mostra la maggiore variabilità nella propria traiettoria temporale, sottolineando un processo di trasformazione significativo.

Malta si colloca nel terzo quadrante del piano, dove la situazione delle risorse economiche femminili risulta più favorevole rispetto a quella maschile. La traiettoria temporale dal 2010 al 2021 (Figura 2), indica che nel periodo si sono realizzati miglioramenti significativi nella partecipazione delle donne al mercato del lavoro e nell’ambito dell’istruzione.

Figura 2: Traiettoria di Malta dal 2010 al 2021.

Negli ultimi decenni, Malta ha infatti introdotto numerose politiche interne volte a rafforzare l’uguaglianza di genere. Tra le principali iniziative figurano l’integrazione della prospettiva di genere (gender mainstreaming) in tutte le politiche governative e l’adozione di misure per promuovere un miglior equilibrio tra vita lavorativa e vita privata, come il potenziamento del congedo parentale, l’introduzione del congedo di paternità e il miglioramento dei servizi di assistenza all’infanzia, culminati nel 2021 con l’attuazione di un regolamento sull’equilibrio tra vita professionale e vita privata. Il governo maltese ha, inoltre, concentrato i propri sforzi sull’aumento della partecipazione femminile al mercato del lavoro, attraverso programmi di occupazione dedicati e incentivi economici. Parallelamente, sono state promosse iniziative per ridurre il divario retributivo di genere e migliorare la rappresentanza femminile nei ruoli decisionali e di leadership.

Nel campo dell’istruzione, Malta ha avviato progetti per incoraggiare un maggior numero di ragazze a intraprendere percorsi di studio e carriere nelle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). Tra le misure adottate vi sono programmi di formazione per insegnanti, volti a riconoscere e contrastare i pregiudizi di genere nelle aule, e l’introduzione di borse di studio e sovvenzioni specifiche per le donne che intendono proseguire gli studi universitari nei settori scientifici e tecnici, in cui sono tradizionalmente meno presenti.

Per attenuare le disparità di genere nelle risorse finanziarie, Malta ha introdotto una serie di programmi mirati a potenziare le competenze economiche e la consapevolezza finanziaria delle donne, fornendo loro le conoscenze e gli strumenti necessari per una gestione efficace del denaro.
Sono stati inoltre istituiti fondi, prestiti agevolati e servizi di supporto alle imprese destinati alle imprenditrici, con l’obiettivo di incoraggiare la creazione e l’espansione di attività economiche guidate da donne, favorendone così l’autonomia economica.

Parallelamente, il governo ha promosso riforme del sistema di welfare e del sistema pensionistico per garantire che le donne, spesso caratterizzate da carriere lavorative discontinue a causa delle responsabilità di cura, possano ricevere benefici equi e adeguati.

Queste iniziative nel complesso dimostrano l’impegno di Malta nel perseguire un modello di crescita inclusivo, basato sulla riduzione delle disuguaglianze di genere non solo nel mercato del lavoro e nell’istruzione, ma anche nella sfera economica e sociale.

I dati mostrano che esistono molteplici dimensioni della disuguaglianza di genere nei settori dell’istruzione, dell’occupazione e delle risorse economiche nei paesi dell’Unione Europea. Il quadro è complesso e persistente, in cui le disparità di genere, pur in costante diminuzione, continuano a rappresentare una sfida strutturale nonostante i progressi delle politiche e della consapevolezza sociale.

Malta emerge come un caso esemplare, dato che, nel periodo 2010–2021, ha registrato un progresso significativo nella partecipazione delle donne al mercato del lavoro e all’istruzione. Questi risultati sono il frutto di una strategia nazionale coerente e articolata, che ha promosso l’integrazione della dimensione di genere nelle politiche pubbliche e ha introdotto misure concrete per favorire la conciliazione tra vita lavorativa e familiare, il miglioramento dei congedi parentali e lo sviluppo dei servizi per l’infanzia. Nel campo dell’istruzione, le politiche mirano a incoraggiare l’accesso delle donne alle discipline STEM, alla formazione del personale docente per contrastare i pregiudizi di genere e all’erogazione di borse di studio destinate a supportare la presenza femminile nei settori accademici in cui essa risulta minoritaria.

In generale, il raggiungimento della piena uguaglianza di genere richiede un approccio integrato che colleghi in modo coerente le politiche nei settori dell’istruzione, dell’occupazione e della finanza. Ciò implica la creazione di ambienti educativi inclusivi, la promozione di opportunità professionali eque e l’ampliamento dell’accesso delle donne alle risorse economiche e finanziarie, nonché la diffusione di una cultura basata sulla parità, sostenuta da campagne di sensibilizzazione. L’approccio è in linea con la strategia europea per la parità di genere 2020–2025 e con gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite (in modo particolare, il Goal 5 – Raggiungere l’uguaglianza di genere – e il Goal 8 – Lavoro dignitoso e crescita economica).

Potrebbe essere utile anche valorizzare anche le best practices nazionali, come l’esperienza di Malta, attraverso programmi europei di apprendimento reciproco. Queste misure, se applicate in modo coerente e monitorate nel tempo, possono consolidare un progresso duraturo e inclusivo in tutti gli Stati membri dell’UE.

 

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