“I veri no vax sono gli scienziati”/ Bechis: “Caos vaccini, la colpa è di Draghi”

- Alessandro Nidi

Vaccini e Covid, Franco Bechis fa il punto nel suo editoriale sulle colonne de “Il Tempo”: errori di comunicazione e arrampicate sugli specchi

Vaccino AstraZeneca
Vaccino anti-Covid AstraZeneca (LaPresse, 2021)

La questione vaccini continua a tenere banco nelle ultime ore in Italia e a tal proposito Franco Bechis, nel suo editoriale pubblicato quest’oggi sulle colonne de “Il Tempo” (sulla cui prima pagina campeggia il titolo “Sono gli scienziati i veri no vax), sottolinea il clima di profonda confusione che gravita attorno ai sieri anti-Covid: “L’ultima perla è arrivata ieri da un documento pubblicato sul Corriere della Sera da un gruppo di professoresse che si firmava Scienziate per la società – afferma –. Dopo una lunga spiegazione sulle trombosi che sarebbero provocate dal vaccino AstraZeneca (le Vitt), le nostre scienziate scrivevano: ‘La possibilità di avere una complicazione grave come la Vitt a seguito di vaccinazione con AstraZeneca, seppure molto rara, può quindi rappresentare nei giovani un rischio più alto dello stesso Covid 19’. In sintesi: se sei giovane, rischi di più a vaccinarti con AstraZeneca che a contagiarti”.

Un messaggio, va da sé, che rischia di rovinare un’intera campagna vaccinale, tanto che il presidente di Aifa, Giorgio Palù, sottolinea comefra i 20 e i 50 anni ogni 100mila italiani, 5,3 muoiono di Covid e 0,29 hanno perso la vita dopo avere fatto quel vaccino, sempre che sia certa la responsabilità del vettore di AstraZeneca sulle trombosi letali”.

VACCINI E COVID: SPARITI DUE MORTI

Bechis, su “Il Tempo”, prosegue la sua disamina rimarcando che “ieri è saltata fuori una disposizione del Governo che faceva sospendere i vaccini AstraZeneca a militari e personale delle forze dell’ordine, dicendo invece di procedere con le prime dosi di Pfizer e Moderna. Poi a tarda sera, arrampicandosi un po’ sui muri, si è cercato di spiegare quello stop con l’adesione alla direttiva del generale Figliuolo di procedere con le vaccinazioni solo per fasce di età”. La comunicazione, insomma, non è gestita nel migliore dei modi e i numeri tracciano uno scenario drammatico: oggi l’Italia ha il sesto numero di morti per Covid nel mondo. “Meglio una decisione sbagliata che non decidere mai, come sta avvenendo – conclude Bechis -. Se Draghi deve prendere coraggio per farlo, suggerisco dia una occhiata a quel che producono i suoi scienziati. Prenda in mano gli ultimi due bollettini epidemiologici dell’Iss di Silvio Brusaferro: quello del 31 marzo e quello del 7 aprile. Il 31 marzo il bollettino indicava che da inizio pandemia sono morti di Covid 24 ragazzini in quelle fasce di età. Una settimana dopo, il 7 aprile, lo stesso bollettino ne indicava 22. Vero che in mezzo c’è stata Pasqua, festa del Risorto. Ma pensare che due ragazzini morti di Covid fossero risorti proprio nella settimana pasquale, è troppo anche per chi ha una fede granitica”.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA