IL BUCO IN TESTA/ Un sofferto viaggio nella memoria degli anni di piombo

- Carmine Massimo Balsamo

Il buco in testa, la recensione del nuovo film di Antonio Capuano con protagonista Teresa Saponangelo, fuori concorso al Torino Film Festival 38

il buco in testa
(Una scena del film)

Una delle pellicole migliori del Torino Film Festival 38 la troviamo nella sezione Fuori concorso: parliamo de Il buco in testa, film che segna il ritorno dietro la macchina da presa di Antonio Capuano. Il lungometraggio è ispirato alla storia vera di Antonia Custra – scomparsa tre anni fa dopo aver lottato contro il cancro – che decise di perdonare Mario Ferrandi, militante di estrema sinistra condannato per l’omicidio del padre, vicebrigadiere di Pubblica Sicurezza, ucciso nel maggio del 1977 a Milano durante una manifestazione.

SINOSSI – Maria S. vive vicino al mare, in provincia di Napoli. Ha un lavoro precario, nessun amore. Una madre praticamente muta. Quarant’anni prima, un militante dell’estrema sinistra ha ammazzato suo padre, vicebrigadiere di polizia poco più che ventenne, nel corso di una manifestazione politica. Maria è nata due mesi dopo… Un giorno apprende che l’omicida del padre ha un nome, un volto, un lavoro. Ha scontato la sua pena e vive a Milano. “Adesso so chi odiare”, pensa Maria. Si tinge i capelli e prende un treno veloce per andare a incontrarlo. Ha con sé una pistola.

Il buco in testa è un vero e proprio viaggio nella memoria e nel dolore degli anni di piombo. Il buco in testa del titolo non è quello che ha ucciso il padre di Maria, ma quello che sente la donna, cresciuta con la mancanza del padre e in preda alla rabbia, mista alla sofferenza.

Un malessere interiore che la protagonista cova da sempre e che si palesa quotidianamente nel rapporto con le altre persone. Maria è una donna dura, spigolosa, burbera. Scontrosa con tutti, anche per sciocchezze. Ma è anche tanto fragile, considerando le difficoltà che la vita le riserva giorno dopo giorno, sia dal punto di vista lavorativo che dal punto di vista sentimentale.

Antonio Capuano ha puntato su un impianto teatrale: la sceneggiatura, curata sempre dal regista, presenta tantissimi dialoghi, diversi botta e risposta tambureggianti ed a volte ‘spietati’. La protagonista si rivolge più di una volta direttamente allo spettatore, guardando la mdp, che segue passo dopo passo il suo percorso in questo viaggio nei ricordi, alla ricerca della pace.

Anche la scelta degli attori non è casuale: Teresa Saponangelo, Tommaso Ragno e Francesco Di Leva sono tre grandi interpreti che arrivano da quel mondo e che si stanno togliendo grandissime soddisfazioni anche su grande e piccolo schermo. A rubare la scena è la Saponangelo, magnetica e maliosa nella sua interpretazione tutta cuore. Tommaso Ragno – protagonista in tv con la serie Fargo – conferma ancora una volta le sue qualità, esattamente come Francesco Di Leva, reduce dalla sensazionale interpretazione ne Il sindaco del rione Sanità.

Autore di film importanti come Polvere di Napoli e Luna Rossa, Antonio Capuano si conferma uno degli ultimi grandi maestri del nostro Paese, regalando allo spettatore alcune sequenze semplicemente meravigliose, anche grazie all’ottima fotografia di Gianluca Laudadio. Prodotto da Eskimo con Rai Cinema, Il buco in testa è uno dei migliori film italiani della stagione e meriterebbe – coronavirus permettendo – un’ottima risposta di pubblico in sala.

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