IL CASO/ Consulbrokers, quando un’assicurazione crea sviluppo

- Antonio Napoli

Nuove tecnologie, innovazione, marketing: la sfida del futuro coinvolge anche il brokeraggio assicurativo. Consulbrokers è pronta

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Immagine dal web

L’intelligenza artificiale e l’uso massiccio di nuove tecnologie sta radicalmente cambiando il mondo del risk management. E con esso il mestiere dell’assicuratore. Se lo sono chiesto un centinaio di professionisti riuniti l’altra sera in un locale milanese dalla Consulbrokers. “Il nostro mondo è in bilico tra esperienza ed innovazione” ha ammesso Alfredo Amato, amministratore delegato della società di brokeraggio sbarcata da qualche anno a Milano. “Il nostro mestiere sta rapidamente evolvendo, dobbiamo nello stesso tempo garantire la fiducia del cliente, conoscere a fondo i rischi del suo business, ma al tempo stesso velocizzare al massimo tutte quelle attività di “mediazione” che prima richiedevano giorni ed ora pochi secondi, come quotare una polizza sul mercato internazionale”. Per discutere di questi temi è stato invitato Leonardo Prati, romagnolo, fondatore di una start up di successo nel settore del turismo, che si definisce Digital Strategist, e che ha risposto a numerose domande proprio sulla nuova frontiera del digitale, a metà tra il marketing e la frontiera 4.0.

“Se avete invitato uno come me e perché avvertite che il processo di trasformazione digitale riguarda tutti e tutto. Pensate a cosa erano le agenzie turistiche solo 10 anni fa. Cambiare non è una possibilità ma una certezza. Dovete solo chiedervi quando accadrà”. Il confronto è andato avanti per ore, è la scelta di avere un non-assicuratore a parlare di digitale ha funzionato. “La prima cosa è fornire informazioni, non si può rinunciare a misurarsi con il mondo della comunicazione digitale e con le attese del vostro cliente”.

Ed è proprio il cliente il primo ad aver cambiato prospettiva, e se era naturale chiedere al proprio assicuratore riservatezza e serietà, oggi accede alla rete e in quella sede pone ogni sorta di domanda. “Riesco io assicuratore ad intercettare queste domande? Io dico di sì, ma solo se non smetto di produrre contenuti e non ho paura di condividerli mettendoli in rete” ha concluso Prati.

Le proiezioni di mercato per la Consulbrokers sono più che positive, e dopo l’incremento di fatturato maturato nel 2018 e nel 2019, con le previsioni del 2020 la società punta a scalare posizioni tra le aziende operative in Italia.

“Abbiamo da un anno sviluppato DIB, un’app riservata ai partner, che sta cambiando radicalmente il nostro modo di lavorare” aggiunge Emanuele Corsico Piccolini, il giovane dirigente della “Digital Operations”.

Piccolini con il suo team di under 30 ha presentato di recente il nuovo prodotto in occasione del 12hrs.us presso la sede dell’Hamburg School of Business Administration. Il progetto DIB, realizzato con il supporto di MindLab, uno spin-off della Bicocca, ormai è operativo e siamo già nella fase della formazione degli operatori.

Di cosa si tratta? DIB è una piattaforma digitale di supporto al lavoro del broker che può in tempo reale quotare e verificare in pochi secondi le migliori opportunità per il proprio cliente.

“Ci vorrà del tempo – conclude Piccolini – ma la piattaforma diventerà presto l’ambiente principale di lavoro dei nostri professionisti”.

Consultbrokers ha quindi accettato lo challenge, in un settore dove relazione, esperienza e riservatezza fino ad ieri erano le leve indispensabili per il successo. Chi decide di cambiare sa che i rischi aumentano, ma anche le possibilità di vittoria. Il futuro non riserva solo preoccupazioni e nel calcolo delle probabilità gli assicuratori sanno di non essere secondi a nessuno.



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