GENDER, ABORTO E CONTRACCEZIONE/ La maionese impazzita di un medico lituano

- Luca Volontè

Quest’anno il rapporto del relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto alla salute è dedicato all’adolescenza. Ma è pieno di punti sconcertanti. Ne parla LUCA VOLONTE’

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Non so se in molti hanno visto il rapporto del relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto alla salute, Dainius Puras dalla Lituania. 

I relatori speciali dovrebbero essere esperti indipendenti nominati dal Consiglio dei diritti umani per esaminare e riferire su una situazione di un paese o un tema specifico dei diritti umani. La posizione è onoraria e l’esperto non è un dipendente del personale delle Nazioni Unite, né pagato per la sua opera. Egli esprime il punto di vista in modo indipendente e non rappresenta il suo governo né l’Onu fino a che il report non è approvato. 

Più volte i reports sulle varie materie e argomenti dei relatori speciali sono stati bocciati o fortemente modificati dal Consiglio dei diritti umani. Confidiamo che questa sia una di quelle volte e che il report che è stato presentato ieri, 15 giugno, possa essere bocciato o fortemente emendato in molti punti. 

Quest’anno il tema della relazione è sull’adolescenza e i diritti alla salute degli adolescenti, tema delicato. Il Sig. Puras è un medico con esperienza nella salute mentale e nella salute dei bambini, ha assunto le sue funzioni di relatore speciale il 1° agosto del 2014. Professore e capo del Centro di psichiatria infantile e pediatria alla Vilnius University, insegna nella Facoltà di medicina e Istituto di relazioni internazionali e scienze politiche e alla Facoltà di filosofia dell’Università di Vilnius in Lituania.

Il testo depositato per la discussione include moltissimi punti problematici e sconcertanti. Si vedano per esempio i punti relativi ai capitoli: 16, 89, 90, 91, 92, 94, 113 (b), 113 (e), dove ci sono frequenti riferimenti a supposti diritti all’aborto, all’ideologia di genere, dove si esprime contrarietà alla famiglia fondata sul matrimonio.

In un testo sugli adolescenti, nel quale ci sarebbe molto da approfondire e valutare proprio in base agli studi e ricerche sulla psicologia infantile e adolescenziale, il relatore infarcisce invece l’analisi con la richiesta della depenalizzazione mondiale dell’aborto, invita ai governi a introdurre la contraccezione e la “contraccezione d’emergenza” (aborto precoce), chiede che si rimuovano ovunque i requisiti per il consenso dei genitori in caso di aborto di adolescente, che si arrivi presto al riconoscimento delle diverse forme di famiglia e si educhi ad una sessualità “completa”. Si ritorna alla retorica femminista stile anni 70 che deplora le politiche “patriarcali e eteronormative”. 

Don Luigi Giussani sin dall’inizio del suo Rischio Educativo metteva in evidenza la questione fondamentale della società contemporanea, oggi ancora più attuale: “L’idea fondamentale di una educazione rivolta ai giovani è il fatto che attraverso di essi si ricostruisce una società; perciò il grande problema della società è innanzitutto educare i giovani (il contrario di ciò avviene adesso)”. Dov’è infatti la forza della proposta e della “introduzione alla realtà totale” in questa misera relazione sulla “salute” degli adolescenti? Tutto appare invece piegato e piagato dal limite della turpitudine e di interessi propri o di potere.  

Ci sono anche aspetti positivi nella relazione; l’intuizione stessa di voler presentare un report che parta dalla diversa situazione degli adolescenti nel mondo e delle loro aspettative, diritti e desideri non è sbagliata. Tuttavia, il documento si trasforma subito un pasticcio, una maionese impazzita dove il poco di buono viene sommerso dal solito ritornello del politically correct, tutto è lecito, deve esserlo e noi (Onu) dobbiamo far di tutto per imporlo. L’adolescente non è solo il suo sesso, come del resto l’intera umanità femminile e maschile, c’è qualcosa d’altro che interessa e sta a cuore agli esseri umani che va ben oltre la cintura dei pantaloni e gonne. 

Diceva bene il politicamente scorretto Dante Alighieri nel Convivio: “A l’adolescenza dato è quello per che a perfezione e a maturitade venire possa”.

In altre parole, per dirla con Alessandro D’Avenia che con gli adolescenti ci vive quotidianamente: “Sono sempre stato convinto che non ci sia età più ‘erotica’ e quindi ‘eroica’ dell’adolescenza: erotica perché il desiderio di aver presa sulla vita porta ad aprirsi al mondo in cerca di ciò che possa soddisfare la sete che caratterizza qualsiasi adolescente, e lo confonde per eccesso di domanda e carenza di risorse. Se questa apertura al mondo trova un senso a cui votarsi, lo slancio erotico non si ripiega su se stesso diventando narcisistico, ma si fa eroico, di un eroismo non eclatante ma appagante, si scopre di essere dono per sé e per gli altri”. Prendiamo atto con rammarico che di adolescenti sinora all’Onu se ne sono trovati solo nelle fila del segretariato e in almeno uno dei relatori speciali, adolescenti che sono rimasti alla fase erotica e purtroppo vi si sono rinchiusi anche da adulti.

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