BEPPE GRILLO/ Il comico delle parlamentarie a democrazia “controllata”

- Augusto Lodolini

Il 3 dicembre partono online le “parlamentarie” per la scelta dei candidati al Parlamento del M5S di Grillo. AUGUSTO LODOLINI sottolinea i chiaroscuri di questa forma di democrazia diretta

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Un comizio di Beppe Grillo (Infophoto)

Domani partiranno le primarie, scusate, le “parlamentarie” del M5S: si tratta infatti di scegliere i candidati al Parlamento, non il leader, che rimane, e senza possibilità di discussione, il fondatore Beppe Grillo.

La conferma si ha leggendo sul suo blog che: “Il MoVimento 5 Stelle (M5S) promuove la presentazione alle prossime elezioni politiche del 2013 di liste di candidati che si riconoscano nel Programma del MoVimento e nel suo capo politico Beppe Grillo, sotto il simbolo.” E ancora, parlando del gruppo di promotori: ” Essi rappresentano il gruppo politico organizzato che, riconoscendo come capo politico e suo rappresentante Beppe Grillo, depositerà il contrassegno …”.

Leggendo queste frasi, e certe polemiche in corso all’interno del Movimento, si potrebbe concludere che si è in presenza di un movimento autocratico, in cui tutto può essere messo in discussione tranne il Führer (non siate maligni, in tedesco significa solo guida, leader insomma). Si rimane pertanto un po’ stupiti nel vedere una rappresentazione della presa della Bastiglia in testa al comunicato di Grillo sull’indizione delle parlamentarie. La Bastiglia non fu assaltata proprio perché simbolo del potere autocratico?

In realtà, la contraddizione è solo apparente: per Grillo e il suo Movimento, la Bastiglia è il Parlamento italiano, luogo da demolire, sia pure dall’interno. A quanto pare, seguendo l’esempio di quelli che un tempo erano chiamati “extraparlamentari”, anche Grillo e i suoi il Parlamento lo vogliono svuotare e rifare dall’interno. Dati i toni di certi interventi sul blog di Grillo, speriamo di non sentire risuonare in Parlamento frasi tipo: “Potevo fare di questa Aula sorda e grigia un bivacco di manipoli”. Malgrado tutto, non se ne sente il bisogno.

Tuttavia, non vorrei sembrare pignolo, questa entrata in Parlamento, sia pure con una serie importante di distinguo non formali dalle prassi politiche istituzionalizzate, sembra contrastare con la definizione che tuttora campeggia nel blog, che descrive il M5S come “una libera associazione di cittadini. Non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro.” Il superamento di questa apparente contraddizione sta nella costante sottolineatura della democrazia diretta che dovrebbe essere alla radice di ogni decisione, sempre fatta salva l’autorità indiscussa (e indiscutibile?) del fondatore.

Dentro questo quadro va vista la scelta dei candidati direttamente online da parte degli iscritti, che però suscita qualche perplessità tra gli stessi aderenti. Per esempio, sugli orari delle votazioni, che inizieranno lunedì 3 e continueranno fino a giovedì 6 dicembre, con orario tra le 10 e le 17 di ogni giorno. Le obiezioni vengono da chi lavora e rischia di non poter votare in questo lasso di tempo.

Altri si lamentano di non aver sufficienti informazioni sui candidati, o del fatto che in alcune circoscrizioni verranno “paracadutati” candidati da alti luoghi; altri ancora ritengono la rete non così neutrale come si vuol fare credere, ma manipolabile da gruppi di pressione, o pensano che questo sistema avvantaggi i più esperti di internet a svantaggio dei più sprovveduti.

Al di là della validità dei singoli appunti, queste critiche portano in luce le difficoltà insite nella democrazia diretta, sistema certamente valido in piccole comunità e per l’elezione di organismi “semplici”. Non è un caso che tutti i sistemi istituzionali si siano evoluti nel corso dei secoli verso forme, sia pur diverse, di democrazia rappresentativa. Una forma mediata, non diretta, che, pur con tutti i suoi difetti, permette la rappresentanza in Parlamento non solo di programmi, ma di posizioni culturali, ideali, di interessi di gruppi, e via dicendo. Il punto fondamentale è che tutto questo sia trasparente, obiettivo molto difficile, invero, da raggiungere.

L’utilizzo della rete non risolve di per sé il problema, anzi, lo può complicare, perché non sarà semplice stabilire di chi saranno “portavoce”, per usare un’espressione del blog, gli eletti del Movimento. Secondo alcuni commenti critici dello stesso blog, lo saranno del Capo e dei suoi accoliti. Possiamo aspettarci una riedizione del “cerchio magico” bossiano? E magari prossimamente un “Maroni” del Movimento?

Apparentemente, la grande maggioranza del popolo a 5 stelle per il momento non si cura un granché di tutte queste questioni, preso com’è dall’assalto alla Bastiglia. “Ci vediamo in Parlamento, sarà un piacere.” è lo slogan di Grillo. Sarebbe interessante sapere per chi sarà un piacere.

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