MATRIMONIO VASCO ROSSI/ Coraggio Blasco, sposarsi non è un contratto discografico

- Augusto Lodolini

Vasco Rossi è in procinto di sposarsi con la sua compagna da 25 anni. Una ‘sconfitta’ per le sue convinzioni, l’ha definita il Blasco. Il commento di AUGUSTO LODOLINI

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Vasco Rossi (Foto: Infophoto)

In Italia “le leggi sono poco chiare, sempre confuse e interpretabili, non si sa mai cosa può accadere…” Ho l’impressione che questa frase possa essere condivisa da una gran parte degli italiani, ma non tutti sarebbero d’accordo con quanto segue:…”e comunque non sono regolamentate chiaramente le coppie di fatto perché al Vaticano non sono simpatiche e anche ai nostri politici non piacciono tutte queste novità. Oggi le coppie di fatto, domani le coppie di uomini e poi magari le coppie di pecore e pastori…”

Secondo quanto riportato dall’Ansa, così ha commentato Vasco Rossi la sua decisione di contrarre matrimonio con la sua compagna da 25 anni, Laura Schmidt. Le osservazioni del cantante sono interessanti da diversi punti di vista, a partire da quella franca ammissione che, dopo il matrimonio gay, la conseguenza “naturale” è liberalizzare il commercio sessuale tra pastori e pecore, e tutte le altre simili combinazioni. D’altro canto, il pensiero degli intelligenti al potere mediatico ci ha abituato a queste catene logiche, tipo: divorzio, aborto, eutanasia, suicidio assistito. Ad ogni passo dicendoci che sarebbe stato l’ultimo.

Vi è però un altro punto interessante da sottolineare, cioè che non sono “regolamentate chiaramente le coppie di fatto.” Non sono un giurista, ma mi pare che se le coppie di fatto venissero regolamentate non sarebbero più di fatto, ma di diritto, come appunto le rende il matrimonio civile. Qual è quindi la richiesta, forse di avere gli stessi diritti che derivano dal contratto di matrimonio senza averne gli obblighi? Ma certo, “va bene, va bene così” e io “vado al massimo” e agli altri, quelli che ci credono al matrimonio, “gli spari sopra”. Vero Vasco?

Infatti, afferma: “sempre considerato il matrimonio come una ben triste condizione di vita. Obbligati a vivere insieme per sempre e per forza quando solo essere liberi di andarsene ogni giorno può dimostrarci la sincerità di un rapporto. Come se non fosse l’amore l’unica cosa che conta”. Interessante, la sincerità di un rapporto è data dallo stare sempre con la valigia pronta, pronti ad andarsene, “liberi liberi”. E chi se frega de “l’altra metà del cielo”. Già, perché se l’altra metà la valigia non l’ha pronta come la mettiamo? E sì, caro Vasco, “c’è chi dice no” e allora che si fa?

Continua il Nostro: “In questo credevamo io e Laura. Venticinque anni vissuti insieme non per forza ma per amore e una famiglia costruita ogni giorno con fatica e sacrifici”. Che bello, e invece tutti quelli che si sono sposati sono rimasti insieme solo per contratto e la famiglia se la sono trovata fatta così, senza nessuna fatica e al riparo da ogni sacrificio, tanto c’era quello che per il Nostro è solo “un atto puramente tecnico”, cioè il matrimonio. Qui, non la vita, ma l’uso della ragione è spericolato e il mondo che lui vorrebbe mi sembra perso nelle nebbie dei suoi banali pensieri.

Quindi “non ci sarà una festa… non ci saranno pranzi… liste di regali o felicitazioni ma una nuova sconfitta per le nostre convinzioni”. C’è da chiedersi cosa abbia costretto questo grande uomo a piegarsi e rinunciare alle proprie convinzioni. Di fronte a questo dramma, a quanto riporta l’Ansa, il paese in cui vive si è chiuso nel silenzio, “quasi a proteggere la privacy del ‘Blasco’ nazionale.”. Perfino, incredibile, “anche nel pub più noto di Zocca, il Bibap, le bocche sono cucite sulle nozze vip.” Insomma, un affare di stato (anagrafico) sta diventando un affare di Stato, un’altra calamità che si abbatte sul nostro disastrato Paese.

Il “Blasco nazionale” è costretto, pensate un po’, a sposarsi, a meno che intervenga in tempo la Corte di Strasburgo (sull’Onu non c’è da far conto, persi come sono dietro robette come la Siria). Ma la domanda rimane, cosa costringe Vasco a sposarsi? Lo dice lui stesso: “per dare a Laura gli stessi diritti dei miei tre figli”. Scusate, ma qualcosa non mi torna. Vasco e Laura hanno solo un figlio, gli altri sono di due altre donne. A queste niente diritti? Solo a Laura? O Vasco sta facendo propaganda per la poligamia? Per carità sono solo affari loro, ma visto che ne hanno fatto un evento pubblico, qualche domanda è lecita farla anche a noi dello “stupido hotel”, intendo noi sposati che la “vita spericolata” c’è la siamo giocata con una sola donna (e per le donne con un solo uomo), molti per ben più di venticinque anni. E la valigia l’abbiamo lasciata nell’armadio, per amore.

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