VISTI IN TV/ Come farebbero gli antiberlusconiani senza Silvio?

- Augusto Lodolini

Secondo AUGUSTO LODOLINI, gli avversari di Berlusconi sono i più interessati a tenerlo sulla scena, perché radicalizza l’elettorato e evita loro di approfondire le proprie proposte

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Immagine d'archivio

Bisogna ammettere che gli antiberlusconiani sono molto bravi nel conservare il proprio principale patrimonio, cioè Berlusconi, e non perdono occasione per accrescerne il potenziale. Qualche tempo fa, Berlusconi sembrava sul viale del tramonto, ma una serie di colpi assestati dai suoi avversari gli hanno consentito di attuare una pesante controffensiva a base di coups de théâtre, in cui è decisamente maestro.

L’ultimo, e il più magistrale, è stato la sua smagliante vittoria allo show di Santoro. Se nell’apparizione da Massimo Giletti era stato Berlusconi a minacciare di andarsene, qui è sembrato Santoro sul punto di abbandonare il proprio spettacolo. Insomma, roba da “re nudo”, Santoro fuori dalle staffe e giù dal piedistallo, il pubblico ministero Travaglio sul banco degli imputati. Una grande prestazione del Cavaliere, con Santoro come spalla, giustamente premiata dalla elevatissima audience. Quanto alla politica, meglio lasciar perdere, ché di spettacolo si tratta.

Anche l’assist della magistratura non è stato malaccio. Comunque la si pensi, è difficile non rimanere perplessi di fronte ad un assegno di 100.000 euro al giorno attribuito alla ex-moglie di Berlusconi da un tribunale composto da tre donne. Inevitabile la reazione del Nostro, che ha definito i magistrati “comuniste e femministe” e altrettanto inevitabile la risposta indignata della magistratura.

Mi chiedo sommessamente: se un tribunale di soli uomini avesse dato ragione a Berlusconi, nessuno avrebbe invocato il tipico maschilismo italiano, o addirittura qualcosa di peggio? Gabriele Albertini ha dichiarato, secondo Libero Quotidiano.it, che una delle tre è stata la sua fidanzata, con cui è rimasto in buonissimi rapporti, e che costei aveva votato a suo tempo per lui. Ma ora, fa notare Libero, Albertini è un avversario politico di Berlusconi. Mah!

Berlusconi ha avuto buon gioco ad atteggiarsi a vittima, dichiarando che ormai dovrà lavorare solo per pagare la sua ex-moglie, che non penso siano in molti a considerare una vittima. Quando Unicredit liquidò Alessandro Profumo con 40 milioni di euro si gridò, giustamente, allo scandalo, ma si trattava di una transazione all’interno di una società privata, seppur quotata in Borsa. Sembra più incomprensibile la decisione di un tribunale (Veronica Lario così tanto più meritevole di Profumo?), a meno di avanzare l’ipotesi che si sia voluto colpire il ricco Berlusconi. Come dice Nichi Vendola, i superricchi “devono andare al diavolo.”

Anche Mario Monti ci ha messo del suo. Vi ricordate Berlusconi nell’angolo, mentre il PPE acclamava Monti e lo incoronava leader dei moderati italiani? E Monti candida un attivista gay, proveniente dal PD, creando un po’ di imbarazzo tra gli sponsor cattolici e dando un po’ di respiro a Berlusconi, che in materia di morale e comportamenti sessuali ha parecchi problemi.

Non c’è da meravigliarsi che Berlusconi stia crescendo nei sondaggi e siamo solo all’inizio della campagna elettorale, per cui possiamo aspettarci altri fuochi di artificio. Uno è già acceso, il maxi esborso (560 milioni di euro) che la Fininvest è stata condannata a pagare alla società di De Benedetti, a suo tempo tessera numero 1 del PD, a seguito del cosiddetto “lodo Mondadori”. Si sta aspettando la decisione definitiva della Cassazione e c’è da sperare, per il bene di tutti, che non venga emessa proprio alla vigilia delle elezioni.

In altri termini, come farebbero gli antiberlusconiani senza Berlusconi? Immaginatevi il povero Bersani costretto ad illustrare il programma del suo partito, chiarire cosa lo divide da Vendola o cosa lo unisce a Monti, o viceversa, spiegare le varie anime del PD, D’Alema, Renzi, la Bindi, se e che tipo di riforma elettorale vuole, visto che il Porcellum gli fa vincere le elezioni, e via dicendo. E anche Monti avrebbe il suo da fare a chiarire prima, e non dopo, le elezioni molti punti del suo programma.

Invece, tutti contro le inaffidabili, ma spettacolari, mattane di Berlusconi, il più bel dono della sorte ai suoi avversari.

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