IL “NONNO” DI DON GIOVANNI/ “L’empio punito” il cofanetto di tre CD

- Giuseppe Pennisi

 L’empio punito è un capolavoro assoluto, a livello delle opere di Monteverdi ed è un ottimo esempio del barocco romano

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Dalla copertina del cd

Dal Teatro dell’Opera di Roma erano giunti spifferi (un verro annuncio non è stato mai fatto) che la prossima stagione sarebbe stata inaugurata con una nuova produzione di Don Giovanni di Mozart con Gatti sul podio e la regia di Martone. L’avanzata della pandemia sta mettendo tutto a rischio. Consoliamoci con “il nonno di Don Giovanni”  ossia il cofanetto di tre CD (ed un elegante libretto illustrato) di L’empio punito  di Alessandro Melani appena pubblicato dalla editrice Glossa.

Circa un anno fa, il 2 ottobre 2019, questa testata ha recensito la ripresa (dopo oltre due secoli) di questo lavoro di Alessandro Melani (1639-1703), su libretto di Giovanni Filippo Apolloni e Filippo Acciaiuoli in una produzione del Reate Festival e del Teatro di Villa Torlonia di Roma. La conclusione fu che molto probabilmente quella produzione sarebbe stata l’inizio di una nuova vita per L’empio punito per due motivi: è un capolavoro assoluto, a livello delle opere di Monteverdi; ed è un ottimo esempio del barocco romano.

Le scuole barocche di Venezia e Napoli sono ben conosciute e studiate; tuttavia, solo pochi studiosi – Lorenzo Tozzi, Alessandro Quarta e Andrea De Carlo – dedicano tempo e fatica per approfondire la musica e le opere barocche romane. Lo stile è terso, non fiorito; le parti corali ricordano i madrigali. Eppure, senza una conoscenza del barocco romano è difficile capire Händel, che ha vissuto e lavorato a Roma durante i suoi anni di noviziato producendo un capolavoro come Il trionfo del tempo e del disinganno, le cui versioni sceniche (ora frequenti) sono state recensite più volte su questa testata, l’ultima lo scorso giugno in occasione di una produzione del Ravenna Festival.

Suggerisco ai lettori di fare riferimento alla recensione del 2 ottobre 2019 per le informazioni di base e la storia dello spettacolo di questa opera che è la prima messa in musica del mito di Don Giovanni. Anche se ambientato nella Grecia mitologica, è basato su El burlador de Siviglia y convidado de pietra di Tirso de Molina come visto attraverso Dom Juan ou le Festin de Pierre di Molière che debuttò a Parigi nel 1665, appena quattro anni prima della prima a Roma di L’empio punito. La previsione di una nuova vita per questa opera dimenticata ma molto interessante era giusta. A pochi mesi dalla messa in scena di Roma e Rieti (sede del Reate Festival), una nuova produzione è stata vista ed ascoltata a Pisa e Pistoia (la città dove Melani è nato). Questo cofanetto è una registrazione dal vivo di quella produzione

Ci sono molte differenze tra le due produzioni. La messa in scena Roma-Rieti era a basso costo, con set semplici e costumi moderni, mentre le foto nei tre CD mostrano scene e abiti piuttosto elaborati. Inoltre, la produzione Roma-Rieti aveva alcuni tagli ed è stata divisa in due atti; la messa in scena Pisa-Pistoia e i tre CD forniscono il libretto e la partitura in tre atti. Infine, a Roma-Rieti i cantanti erano ottimi giovani professionisti, soprattutto appena usciti dal Conservatorio di Santa Cecilia di Roma – undici cantanti/attori per venti ruoli – e l’orchestra era un giovane ensemble barocco che suonava strumenti d’epoca. Invece, a Pisa-Pistoia, e nei CD, sono stati selezionati i più noti cantanti barocchi italiani come protagonisti e l’orchestra era l’Auser Musici, un ensemble barocco internazionale con sede a Pisa. Questo è un gruppo molto esperto. In questa testata sono state recensite loro produzioni sceniche a Barga, Firenze e Pisa.

L’ensemble orchestrale offre il giusto sapore dall’ouverture (Traccia 1, CD1) e dalla sarabanda (Traccia 11, CD1) che incorniciano il primo atto così come nella danza del secondo atto (Traccia 35, CD2) e nel finale del terzo atto e dell’opera (Traccia 17 CD3). Il protagonista è uno dei migliori controtenori, Raffeale Pé e la sua ex amante il soprano Raffaella Milanesi: per un assaggio della loro seducente vocalizzazione, ascoltate l’aria e il duetto nel primo atto (Traccia 13 e 14 CD1). Roberta Invernizzi è una donna forte che sta cercando di riconquistare l’inguaribile seduttore: una personalità a tutto tondo dalla sua aria d’ingresso (Traccia 18 CD1) al suo appassionato appello (Traccia 13 CD2) alla sua canzone per ammaliare di nuovo il suo ex fidanzato (Traccia 3 CD 3). Il dramma si intreccia con la commedia: tra i protagonisti ci sono due buffi, il servo del seduttore (Giorgio Celenza) e la cameriera-consigliare della nuovo vittima designata (Alberto Allegrezza). Ascoltate uno dei loro arioso e duetto (Traccia 25, CD2) e confrontalo con le parti più drammatiche come il finale (Traccia 17, CD3). Nelle parti meno importanti, ci sono bravi giovani cantanti, cioè Piersilvio De Santis nel ruolo di Caronte, il marinaio che porta i lussuriosi all’inferno (Traccia 27 e Traccia 29 CD3) Insomma, una vera scoperta per gli amanti dell’opera che non hanno visto e sentito lo spettacolo dal vivo.

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