La fede è utile alla scienza?

- La Redazione

Il rapporto tra fede e scienza è uno dei temi più dibattuti dell’epoca moderna e continuerà ad esserlo per il futuro. Con questo scritto, Cesare Barbadoro dà il suo contributo al dibattito.  

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Il rapporto tra fede e scienza è uno dei temi più dibattuti dell’epoca moderna e continuerà ad esserlo per il futuro. Con questo scritto, Cesare Barbadoro dà il suo contributo al dibattito.

Domanda rivolta allo scienziato Piergiorgio Odifreddi. Secondo lui pare di no: Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato e la vita più degna di essere vissuta. Che ciascuno porti dunque il suo contributo per la maggior gloria dello Spirito umano. Da queste parole, motto di fede del suo sito internet, divulgato nelle Università dove insegna e pubblicato sulla rivista MicroMega, emerge un orgoglioso odio per tutte le religioni e per la Chiesa cattolica in particolare. Non capisco cosa intenda nel dire: per la maggior gloria della Spirito umano. Forse l’affascinante esplorazione del creato, l’indagine della materia, lo studio delle leggi fisiche e della natura per conoscere, governare e produrre ricchezza a giovamento del bene qualitativo dell’uomo e del suo vivere. Forse è a questo cui intende riferirsi? Ed è proprio sicuro che la scienza operi per tal fine?

Quando l’indagine scientifica è agnostica, superba e narcisisticamente crede in se stessa senza porsi finalità morali delle potenzialità delle sue conoscenze, l’intento: per la maggior gloria dello Spirito umano, non è sempre nobile come lei asserisce. Infatti, dopo aver scoperto, per esempio, le meravigliose potenzialità delle onde radio, efficaci medicine per guarire da gravi malattie l’umanità, scoperte nuove particelle, mandato l’uomo sulla luna e prodotto armi, esaurisce il suo compito. Per questo la scienza è pagata! Voi scienziati, come zelanti servitori, avete in passato prostituito la potenza del potere derivante dalla conoscenza al servizio di spietati regimi, oggi a quelli delle lobby massoniche e di potere, di turno. Ma, come Ponzio Pilato, ve ne lavate le mani, il vostro compito è finito e non vi occupate dei problemi etici derivanti dal buon uso delle vostre conoscenze. Similmente ad Adamo, quando colse il frutto dall’albero del Bene e del Male, al di sopra del libero arbitrio, vi sentite potenti e orgogliosi per misurare la superbia della vostra intelligenza tutta impegnata nella sfida della conoscenza, dimentichi o indifferenti se questa sia finalizzata al Bene o al Male dell’uomo. Tanto, come lei sostiene, sono cose riguardanti ….il posto della religione e della superstizione!

Se il sommo bene dell’uomo è la vita, la scienza avrebbe il dovere di garantire, oltre la qualità, la continuità nel tempo dell’esistenza della specie uomo sul pianeta terra. Anzi no, voi avete studiato, inventato, fatto ricerche e testato mostruose armi fisiche, batteriologiche e chimiche capaci di annichilire ogni forma di vita, o di cancellare il nostro pianeta Terra dall’universo conosciuto. E’ questo quello che lei intende per; per maggior gloria dello Spirito umano?

Mi limito, nella mia ignoranza, a invitarla a meditare parole di Sapienza, quella vera, scritte duemila anni fa da un uomo, come lei, persecutore della cristiana fede: La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia,  non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto,  non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità.  Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. Le profezie scompariranno; il dono delle lingue cesserà e la scienza svanirà.  (San Paolo)

A lei e a tutti gli uomini di scienza chiedo: quale teoria, conoscenza, formula matematica la scienza è oggi in grado di elaborare per superare in qualità la proposta di Cristo per il bene dell’uomo. Una piccola, ignorante, superstiziosa donna di fede, Madre Teresa di Calcutta, ha giovato all’umanità più di quanto ci potrà giovare, in futuro, la piena conoscenza della teoria della relatività di Einstein!

Smentendo Odifreddi possiamo affermare che: la fede è utile alla scienza, in quanto opera per la conoscenza del miglior bene dell’uomo finalizzandola, ma la scienza non è utile alla fede, in quanto non è in grado di vedere oltre se stessa.

Cesare Barbadoro, perito elettronico in pensione

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