IL VIDEOGIOCO KILLER/ Messico, 11enne uccide l’insegnante e poi si spara

- Paolo Vites

Un bambino messicano di 11 anni ha ucciso l’insegnante poi si è sparato alla testa: “ispirato” da Columbine e da un videogioco?

Armi da fuoco
Emergenza armi da fuoco

Un episodio che porterà acqua al mulino ai sostenitori della libera vendita delle armi da fuoco, gli americani in particolare. In Messico, dove un ragazzino di 11 anni ha tentato una strage nella sua scuola, infatti la vendita di armi da fuoco non è permessa liberamente come negli Stati Uniti, dove accadono gli episodi peggiori di questo tipo, spesso a opera di minorenni che possono liberamente comprarsele. Nessuno, nemmeno il padre sa infatti dove José Angel abbia potuto procurarsi ben due pistole con le quali, la mattina dello scorso 10 gennaio, si è recato a scuola, l’istituto privato Miguel de Cervantes a Torreòn nello stato di Coahuila. Alle otto e mezza, poco dopo l’inizio delle lezione, l’undicenne ha chiesto se poteva andare in bagno, pronunciando la frase “oggi è il giorno”. Non vedendolo tornare l’insegnante è andato a cercarlo: se l’è trovato di fronte in corridoio, vestito con una maglietta bianca, pantaloni neri con le bretelle e soprattutto due pistole in mano. Il ragazzino le ha sparato uccidendola sul posto poi è entrato in classe sparando ai suoi compagni ferendone sei che per fortuna non sono rimasti in pericolo di vita.

L’INFLUENZA DEL VIDEOGIOCO DI COLUMBINE

A quel punto si è puntato la pistola alla testa e si è ucciso. Secondo gli insegnanti era un bravo ragazzino anche studioso, nessuno capisce cosa gli sia successo quel giorno. I sospetti, come altre volte in casi analoghi, vanno a un videogioco di cui era appassionato, Selezione naturale, ovviamente a base di violenza e sparatorie, un pseudo gioco dove alieni e soldati si uccidono con tutti i tipi di armi. L’ipotesi che José Ángel sia stato influenzato dal videogioco è confermata dal fatto che quando è uscito dal bagno era vestito in modo diverso, con una maglietta bianca e pantaloni neri con le bretelle, e aveva una pistola calibro 22 e un’altra calibro 40. Anche gli autori della strage alla scuola Columbine in America nel 1999 erano statI influenzati da questo gioco. “Non è un fatto isolato; viviamo in una società ampiamente ferita dalla violenza e dall’insicurezza”, ha commentato padre Rafael López, portavoce della diocesi di Torreón, riferendosi ai fatti, si legge sul sito Aleteia.it. Episodi del genere non sono comuni in Messico, dove non puoi andare al supermercato come negli Stati Uniti e comprarti una pistola, ma probabilmente si riescono a ottenere facilmente sul mercato nero. C’è da chiedersi chi abbia avuto il coraggio di vendere due pistole a un bambino di 11 anni.



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