Il virologo Menichetti “Perplesso su vaccino a bimbi”/ “Sì ad adolescenti e adulti”

- Andrea Murgia

Francesco Menichetti, il virologo afferma che il rischio di contagio viene maggiormente da adolescenti e giovani adulti non vaccinati rispetto ai bambini

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Due bambini a scuola con la mascherina durante le lezioni (Foto: Lapresse)

Il virologo Francesco Menichetti è perplesso sul vaccino ai bimbi under 12. All’Adnkronos Salute il primario di malattie infettive all’ospedale di Pisa spiega che ha espresso “qualche perplessità sui vaccini anti Covid ai bambini molto piccoli e continuo a non essere completamente convinto che sia un target qualificante” dopo che negli Stati Uniti l’agenzia regolatoria del farmaco Fda ha sollecitato Pfizer ad ampliare la platea per gli studi clinici sull’efficacia del vaccino a mRna nella fascia 5-11 anni.

Il motivo è sempre basato sul rapporto rischio/beneficio “che a regola si abbassa per i bambini. Ovvero – spiega il medico – anche se il rischio rimane quello, è più rilevante con la diminuzione dell’età. Se l’epidemiologia del Covid ci conferma questa tendenza è giusto che la politica vaccinale ne tenga conto“. Menichetti afferma che “i driver dell’infezione sono adolescenti e adulti non vaccinati, come stiamo vedendo in queste settimane e in questi mesi.

Francesco Menichetti perplesso sul vaccino ai bimbi: il caso della 11enne di Palermo

Francesco Menichetti si dice perplesso sui vaccini ai bimbi e sul caso della bambina morta a Palermo per la variante Delta dice: “È vero che ieri è morta una bimba di 11 anni, ma era una bimba che aveva una problematica molto seria, quindi un soggetto fragile. Io mi riferisco a bambini sani, i fragili seguono un altro percorso”.  In quel caso i genitori non erano nemmeno vaccinati e hanno detto di “aver atteso troppo”.

“Adesso vedremo i dati, gli studi registrativi saranno importanti però – chiarisce Menichetti -. Ancora più importante sarà chiarire quale vorrà essere la politica vaccinale. Se noi vorremo raggiungere l’immunità di gregge e di quale livello”. Perché, spiega il virologo, “già potremmo ottenere risultati importanti se mettessimo in sicurezza i 5 milioni di ultra 50enni e i ragazzi dai 12 anni in su, per riaprire le scuole. Insomma – ribadisce – sarei un pochino cauto sui più piccoli”.



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