Ilva, evitato stop agli impianti/ Accolto il ricorso di ArcelorMittal e commissari

- Mirko Bompiani

Ex Ilva, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di ArcelorMittal e commissari. Giorgetti: “Più tempo per trovare una soluzione”

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ArcelorMittal, lo stabilimento ex Ilva di Taranto (LaPresse)

Buone notizie per l’ex Ilva di Taranto: gli impianti non si fermano. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso di ArcelorMittal e dei commissari contro l’ordinanza del Tar, che convalidava la decisione presa un anno fa dal Sindaco. Il primo cittadino aveva infatti chiesto alla società di intervenire per ridurre le criticità legate all’inquinamento della maxi-fabbrica.

Come riporta La Stampa, i giudici hanno «ritenuto prevalente l’esigenza di evitare il grave e irreparabile danno che sarebbe derivato dalla sospensione dell’attività, cui si sarebbe dovuto procedere entro la scadenza dei termini stabiliti nell’ordinanza stessa». Ma non solo: i giudici hanno sottolineato che non è stato smentito in maniera adeguata che lo spegnimento avrebbe comportato gravissimi danni all’impianto, «tali da determinare di fatto la cessazione definitiva dell’attività».

ILVA, EVITATO LO SPEGNIMENTO: LE PAROLE DI GIORGETTI

Soddisfatta ArcelorMittal per la decisione del Consiglio di Stato, la società ha sottolineato in una nota che l’attività produttiva dell’ex Ilva può proseguire regolarmente, mentre il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti ha rimarcato che la soluzione della crisi non può passare dalle aule di tribunale: «Questa pronuncia dà comunque la possibilità e il tempo alla politica e al Mise in particolare di cercare la soluzione per gli operai, l’azienda e la produzione siderurgica italiana che rappresenta un asset strategico oltre che un’eccellenza e va tutelata». “Sconfitto” nella sentenza del Consiglio di Stato, il sindaco di Taranto Melucci si è detto convinto di riuscire a fermare l’area a caldo dell’ex Ilva «con ogni mezzo possibile, ogni giorno sarà una pena per loro e per chi intenderà danneggiare ancora la vita dei tarantini e interferire con la svolta della città».



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