Imane Fadil non è stata avvelenata, morta naturale?/ Attesi gli esiti degli esami

Imane Fadil, ipotesi di morte naturale, ma si attende il deposito degli esiti ufficiali

Imane Fadil al processo Ruby
Imane Fadil e Marysthell Polanco al processo Ruby Ter (LaPresse, 2019)

Imane Fadil, una delle testimoni chiave del processo Ruby Ter, che vede fra gli imputati anche l’ex presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, potrebbe essere morta per cause naturali. Le indiscrezioni emerse in queste ultime ore, sottolineate dai colleghi dell’agenzia Ansa, escludono quindi la morte per avvelenamento, come si sospettava, anche se bisogna attendere che la consulenza venga depositata affinché arrivi l’ufficialità. Imane era deceduta lo scorso primo marzo presso la clinica Humanitas di Rozzano, dopo una lunga agonia. La sua morte sarebbe stata lenta e dolorosa, con i vari organi che sarebbero collassati uno dopo l’altro, come a seguito di un avvelenamento. Di conseguenza sono stati disposti degli accertamenti, oltre all’autopsia di prassi, per cercare di capire con esattezza cosa sia accaduto, e soprattutto per escludere l’ipotesi dell’avvelenamento doloso. Al momento, come detto sopra, si propende per la morte naturale: molto probabilmente la povera Imane si è ammalata di una patologia molto grave che l’ha portata appunto al decesso.

IMANE FADIL, IPOTESI MORTA NATURALE

La parola fine sarà comunque data dagli esiti conclusivi sull’autopsia effettuata dai consulenti, che sono attesi nei prossimi giorni. L’ultima proroga concessa era scaduta lo scorso 26 giugno ma a tutt’oggi non è ancora stato depositato l’incartamento ufficiale che dovrebbe comunque arrivare all’inizio della prossima settimana. Di recente, ricorda Repubblica, era stato nominato anche un altro esperto, tale Francesco Scaglione, professore di Farmacologia e tossicologo, per analizzare l’alta percentuale di metalli trovata nel sangue di Imane Fadil. Ricordiamo che sulla morte della ragazza è stata aperta un’indagine dalla procura di Milano per omicidio volontario, e che inizialmente si pensava che la stessa potesse essere stata esposta a delle dosi letali di radiazione, come rilevato nelle analisi sulle urine e il sangue, poi escluso da successivi esami più approfonditi. A questo punto non ci resta che sperare che la prossima settimana sia quella buona per avere risposte certe sulla morte della povera ragazza.



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