IMPEACHMENT TRUMP, CAMERA AVVIA INCHIESTA/ Tempi e “modi”: la partita dei Democratici

- Emanuela Longo

Impeachment Trump, via libera della Camera alla seconda inchiesta ufficiale. I Democratici puntano ad un giudizio finale entro Natale: i motivi.

Donald Trump
Donald Trump, discorso agli Usa (Twitter, 2019)

Ora che la procedura di impeachment nei confronti di Donald Trump è stata avviata, la partita a scacchi tra Democratici e Repubblicani si gioca anche sul piano della credibilità. La Camera con il voto di ieri assume di fatto il ruolo di un procuratore: potrà infatti convocare e ascoltare i vari testi-chiave usufruendo del potere giudiziario di cui è investita e che le consente di ventilare condanne penali per quei collaboratori di Trump che dovessero rifiutare di testimoniare sotto giuramento. La speaker della Camera, la democratica Nancy Pelosi, secondo quanto scrive “La Repubblica”, avrebbe intenzione di arrivare ad un voto finale entro Natale: una tempistica considerata ottimale per far sì che l’opinione pubblica giudichi l’istruttoria accurata, ma allo stesso tempo l’elettorato non guardi al partito dell’asinello come ad uno schieramento impegnato esclusivamente a “perseguitare” Trump anziché occuparsi dei problemi del Paese. Se il risultato dell’impeachment sembra in cassaforte per Trump vista la maggioranza schiacciante al Senato, lo stesso non può dirsi della sua gestione: da come i Democratici riusciranno a far emergere eventuali atteggiamenti compromettenti da parte dell’inquilino della Casa Bianca potrebbe dipendere anche l’esito delle elezioni 2020. (agg. di Dario D’Angelo)

IMPEACHMENT TRUMP, JOHN BOLTON TRA I TESTI-CHIAVE

La procedura d’impeachment nei confronti di Donald Trump è ufficialmente partita e adesso l’attenzione dei cittadini americani è tutta focalizzata nel tentativo di capire se quella contro l’inquilino della Casa Bianca è – come sostenuto da The Donald – una “caccia alla streghe” o se invece c’è dell’altro come sostengono i Democratici. Chi potrebbe giocare un ruolo cruciale in una partita che potrebbe avere delle ripercussioni anche sulla corsa alla Casa Bianca è John Bolton, l’ex consigliere per la sicurezza nazionale che alla fine di settembre per contrasti con Trump. Bolton, attraverso il suo avvocato, come riportato dal Corriere della Sera, ha dichiarato che si presenterà in Congresso solo se un giudice federale lo obbligherà a farlo. La sua eventuale testimonianza è destinata a diventare negli Usa uno degli eventi dell’anno. Soprattutto se si torna con la memoria alle parole pronunciate da Bolton su Rudy Giuliani, definito “una bomba a mano” che potrebbe far saltare tutti. Quello stesso Rudy Giuliani, avvocato personale di Trump, sguinzagliato dal presidente nel tentativo di convincere il capo dello Stato ucraino, Volodymyr Zelensky, a riaprire un’inchiesta per corruzione a carico di Hunter Biden, il figlio dell’ex vicepresidente democratico considerato uno dei suoi più temibili competitor nella corsa alla Casa Bianca. (agg. di Dario D’Angelo)

IMPEACHMENT TRUMP, CONSEGUENZE SU ASSE USA-CINA?

Un vero e proprio scherzetto di Halloween, quello giunto ieri dal presidente Usa Donald Trump. I democratici hanno infatti usato la loro maggioranza alla Camera per approvare la seconda indagine per l’impeachment del tycoon, segnando così una tappa importante per le indagini in quanto da adesso tutte ciò che emergerà e tutte le deposizioni saranno pubbliche. Trump, spiega Finanzaonline.com, ha sostenuto che la pressione per l’impeachment va a danneggiare pesantemente il mercato azionario ma secondo gli esperti non è proprio così. “Secondo gli esperti per il mercato è più importante se Trump sia o meno in grado di garantire un accordo commerciale con la Cina che impedirebbe l’entrata in vigore di nuove tariffe entro metà dicembre”, spiega il portale. Quindi, la questione si sposta ora proprio sulla percezione dei funzionari cinesi: sarebbero ancora più diffidenti verso Trump anche in caso di impeachment? “Non credo che (l’impeachment, ndr) avrà alcuna influenza sui negoziati con la Cina. L’unica preoccupazione dei mercati è se avrà un impatto sulle elezioni del 2020”, ha commentato alla Cnbc Peter Boockvar, Chief Investment Officer del Bleakley Advisory Group. (Aggiornamento di Emanuela Longo)

AL VIA INCHIESTA UFFICIALE

Possibile impeachment per Donald Trump: nella giornata di ieri la Camera dei rappresentanti del Congresso americano ha approvato la risoluzione con la quale vengono fissate le regole per dare il via ufficialmente alla seconda fase dell’indagine. Ne dà notizia l’agenzia di stampa Ansa che spiega come, pur trattandosi di un voto procedurale, si tratta del primo compiuto dall’aula sulla delicata questione relativa al futuro del presidente Usa. La risoluzione è passata con 232 voti favorevoli e 196 contrari: due deputati democratici si sono uniti ai repubblicani votando contro ed un deputato indipendente ha votato a favore con i restanti democratici. Il voto di ieri rappresenta solo l’anticipo di quello finale che vedrà la Camera riunirsi per esprimere il proprio giudizio sulla messa in stato di accusa di Trump. Ed in quell’occasione è possibile dunque che il tycoon venga rinviato al processo in Senato. Alla Camera, come evidenzia Repubblica, nessun repubblicano ha votato a favore della risoluzione e questo ribadisce la difesa del partito nei confronti del proprio capo. Ciò significa che anche se si arriverà a una richiesta ufficiale di impeachment, la maggioranza Gop farà di tutto per impedire al Senato di procedere con l’incriminazione, possibile solo con il voto favorevole della maggioranza qualificata (pari a due terzi del Congresso). Continua dunque il braccio di ferro in vista della campagna presidenziale 2020.

IMPEACHMENT TRUMP, IL COMMENTO DEL PRESIDENTE USA

Il presidente Usa, Donald Trump, ha prontamente commentato su Twitter, difendendosi: “Siamo di fronte alla più grande caccia alle streghe della storia americana!”, ha tuonato. Intanto restano numerose le testimonianze che potrebbero rivelarsi particolarmente dannose per Trump. “Ha tradito ciò su cui ha giurato e il nostro dovere è quello di difendere la Costituzione”, aveva spiegato poco prima la speaker Nancy Pelosi, terza carica dello Stato, che ha puntato il dito sulle pressioni esercitate da Trump sull’Ucraina per colpire i suoi avversari politici. Ad intervenire è stata anche la portavoce del tycoon che ha invece parlato di “ossessione sfrenata dei Democratici”. “E’ un vergogna. Questo procedimento di impeachment illegittimo non fa male al Presidente Trump; fa male al popolo americano…”, ha dichiarato Stephanie Grisham, come riferisce Quotidiano.net.  Adesso, dunque, sta per iniziare la fase due dell’indagine su Trump e sul cosiddetto Ucrainagate e si tratterà della fase più pubblica rispetto alla precedente caratterizzata da 70 ore di audizioni a porte chiuse, alla presenza di testimoni illustri.

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