INSTANTHOUSE/ Una “sfida” tra 418 giovani per realizzare la casa del futuro

- La Redazione

Le esigenze dell’abitare stanno cambiando e continueranno a evolvere nel tempo. In questa direzione è importante l’apporto che possono dare i giovani, come si è visto nel caso di Istanthouse

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I membri della giuria valutano i progetti

Assecondando una visione sempre più “temporanea” dell’abitare e architetture che come non mai necessitano di essere sensibili all’ambiente e al territorio, alla sostenibilità, alle esigenze di benessere e alla qualità della vita, FederlegnoArredo ha promosso anche quest’anno il concorso Instanthouse, in collaborazione con il Politecnico di Milano.  Rivolto a studenti e a neolaureati delle facoltà di architettura, ingegneria e industrial design di tutto il mondo, il progetto ha l’obiettivo di studiare, progettare e proporre strutture residenziali temporanee che rispondano alle nuove domande di residenza generate da utenti caratterizzati da una elevata mobilità territoriale. Un compito impegnativo e per certi versi avveniristico, ma che ha coinvolto e stimolato tantissimi giovani nel ricercare soluzioni che in un futuro non troppo lontano faranno inevitabilmente parte del nostro vivere quotidiano. 

L’iniziativa, creata in occasione della rassegna MADE Expo, si è rivelata un vero successo: sono state 418 le registrazioni di studenti e neolaureati arrivate da 30 Paesi divisi in 255 gruppi, per un totale di 150 università partecipanti da tutto il mondo, e ieri la giuria si è riunita per decretare il vincitore: è stata proprio la capacità di contestualizzare le caratteristiche di un materiale versatile come il legno alle necessità architettoniche di una grande città che ha permesso al progetto del giovane studente Andrea Di Marino della Facoltà di Architettura Luigi Vanvitelli di Aversa di portare a casa la vittoria, seguito da quello delle tedesche Julia Jordan e Margitta Wagner della University of applied sciences Wurzburg-Schweinfurt e dal progetto del gruppo formato da Linfan Liu (The State University of New York at Buffalo) e da Gregory Serweta (Cornell University). Il progettista ritenuto più meritevole potrà dunque assistere alla realizzazione della propria opera, oltre a ricevere un premio pari a 1.500 euro. Gli autori del secondo e terzo progetto selezionati, invece, riceveranno rispettivamente 1.000 e 750 euro.  

«Abbiamo creduto in questo progetto fin dalla prima edizione – spiega a IlSussidiario.net Andrea Negri, presidente MADE Expo – e proprio per questo il concorso Instanthouse è nato insieme alla prima edizione milanese di MADE Expo. I giovani architetti e progettisti sono la base del nostro futuro ed è ovvio che la nostra attenzione nei loro confronti sia altissima. Non dimentichiamo poi che anche un’esposizione come la nostra, sempre molto attenta a ogni evoluzione e aspetto del mondo delle costruzioni, non può che vivere in assoluto parallelismo con un progetto del genere». 

Ha espresso la propria soddisfazione anche Alberto Lualdi, presidente di Edilegno Arredo: «Non si può pensare a un futuro senza puntare sulle nuove generazioni e sono dell’idea che con questo concorso ogni giovane progettista abbia davvero dimostrato una creatività e una capacità anche superiore rispetto a quelle delle vecchie generazioni. Tutti i progetti che ho avuto modo di vedere sono frutto di abilità, ragionamento, logica e comunicazione e, al di là del vincitore, sono realmente soddisfatto di quanto Instanthouse sia riuscito a coinvolgere questi giovani». 

Il prossimo appuntamento è dunque con MADE Expo, dal 17 al 20 ottobre 2012 in Fiera Milano, Rho, dove verranno esposti i progetti vincitori. «Un’occasione certamente importante per una giovane promessa – ci spiega anche Remo Dorigati, professore di Progettazione Architettonica e Urbana al Politecnico di Milano -. Vedere esposto il proprio progetto nel corso di una manifestazione come MADE Expo non solo rappresenta un ottimo punto di partenza, ma permette di dimostrare fin da subito un certo livello di qualità». 

Secondo il professor Dorigati, il concorso Instanthouse «ha un doppio obiettivo: innanzitutto intende arrivare alla creazione di qualcosa di concreto, ma nello stesso momento consente ai giovani di conoscere i nuovi materiali, dalla loro produzione fino all’utilizzo finale. Non dimentichiamoci infatti che non esiste un materiale moderno, ma un modo moderno di utilizzare il materiale». 



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