LA STORIA/ Se il made in Italy si fa “verde”

- La Redazione

ANTONIO BATTAGLIA ci parla del gruppo Florian: una realtà imprenditoriale che produce e commercializza legno su una filiera che parte dalla foresta e arriva alle centrali a biomasse

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La Florian Legno

Difficilmente guardando un prodotto in legno ci si chiede come si è arrivati a ottenerlo. In effetti, se ci pensiamo bene solo una forte passione può sostenere il lungo e complesso ciclo di trasformazione del legname dalla pianta sino alla solidità di una tavola ben stagionata e pronta per essere trasformata in un prezioso oggetto. Per alcuni tipi di essenze, per questo pregiate, non basta il ciclo della vita di un uomo per vederle nascere, maturare e trasformare. Far parte della catena biologica del legno è un atto di fiducia nella natura e nella crescita della coscienza ecologica dell’uomo. La Florian Legno SpA di Riese Pio X, in provincia di Treviso, è parte di questa catena perchè contribuisce alla sostituzione delle piante mature e alla rigenerazione dei boschi. Il gruppo di estende su 80.000 metri quadrati in cui sono concentrati tutti gli impianti per la lavorazione del legno: sei segherie per la produzione di tavolame, tavolame refilato ed elementi diversi, impianti di essiccazione per una capacità complessiva di 5mila metri cubi e un impianto di produzione dei pannelli listellari massicci di latifoglia europea (frassino, noce americano e rovere, di cui Florian è fra i principali distributori europei) e lamellare per serramenti rivolti ai grandi produttori del mobile e del serramento.

“Il nostro gruppo, composto da dieci aziende con investimenti in termini produttivi anche in Croazia e in Germania, è interamente a gestione familiare e controlla tutta la filiera – ci dice Antonio Battaglia, direttore del Gruppo Florian – dalla foresta sino al primo trattamento della materia, trasformazione, l’essicazione sino ai primi semi lavorati. E’ per questo motivo che siamo interessanti per i nostri potenziali clienti”. Una cura speciale va anche alla certificazione: “Teniamo molto a questo aspetto – continua Battaglia – Buona parte delle nostre produzioni esce con il certificato FSC (Forest Stewardship Council: il principale meccanismo di garanzia sull’origine del legno o della carta, ndr.) e mostra la grande sensibilità del gruppo nei confronti della riforestazione”. Non solo. Il gruppo ha grande interesse anche per l’ambiente e l’energia pulita. “La Florian Legno – dice ancora Battaglia – utilizza già da molto tempo pannelli fotovoltaici e sta costruendo due centrali biomasse che funzioneranno con recupero del legno, chiudendo così il nostro ciclo produttivo. Tutto ciò che è scarto viene così recuperato, senza alcun spreco, nelle centrali: buona parte di questa energia verrà utilizzata per le nostre produzioni, mentre un’altra percentuale verrà venduta”.

Un ulteriore motivo di vanto sono i grandi numeri del gruppo “Siamo, forse, l’unica azienda nel nostro ramo che produce utili – afferma Battaglia – cosa che nel nostro settore sta diventando una rarità. Tutto ciò ci permette di continuare a investire in azienda: questa è sempre stata la nostra filosofia”. Una scelta che, insieme al coraggio di affrontare i mercati esteri, ha portato a un fatturato importante: circa 90 milioni di euro e una previsione di chiudere l’anno in corso con un incremento intorno al 5-6%. Niente male davvero per un periodo di crisi. “Già quattro anni fa abbiamo previsto l’arrivo di questa crisi – racconta Battaglia – e abbiamo deciso di spingere in modo più consistente sui mercati esteri, seppure a discapito di quello italiano. Nel 2012 la percentuale di export si è alzata di 10 punti percentuali passando dal 45% al 55%”.



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