LA STORIA/ L’azienda che “fonde” la crisi a suon di millesimi

Come spiega FABIO COLOMBO, quella di Bragonzi è una produzione di qualità, i cui clienti italiani sono specializzati in nicchie di mercato e fanno l’80% del fatturato all’estero

10.10.2013 - int. Fabio Colombo
foto_fonderia_bragonzi
La fonderia Bragonzi

La Bragonzi di Lonate Pozzolo (VA) ha cominciato a produrre macchine utensili nel 1945. Da allora ha sviluppato un’esperienza progettuale e una capacità produttiva notevoli, specializzandosi nella fabbricazione di moderne alesatrici/fresatrici orizzontali e centri di lavoro, famosi perché mantengono nel tempo alta precisione e affidabilità. «I nostri clienti – dichiara Fabio Colombo, Presidente della società – hanno macchine che dopo 15 anni fanno ancora i millesimi. E soprattutto non si fermano mai». La Bragonzi è un po’ un’eccezione nel suo settore, perché vende il 90% della produzione sul mercato italiano, «anche se la quota export negli ultimi anni è andata sempre crescendo», precisa Colombo. «La nostra è una produzione di nicchia, di qualità. E anche i nostri clienti italiani sono specializzati in nicchie di mercato e fanno l’80% del loro fatturato con l’estero. Come vede, alla fine il nostro prodotto finisce sempre all’estero». La Bragonzi si distingue anche per un’altra particolarità: la completa autonomia del ciclo produttivo che nel tempo ha consentito di sviluppare sinergie tra i vari reparti dell’azienda: dalla fonderia, vero fiore all’occhiello della società, fino al collaudo finale delle macchine. Per il futuro, oltre ad aumentare la produzione di ghise speciali, alla Bragonzi studiano nuove alesatrici con una diversa configurazione: non più a T, ma a montante mobile.

Per un’azienda come la vostra, che vende il 90% della sua produzione sul mercato interno, non deve essere un momento facile. Come fate con la crisi?

È vero che Bragonzi vende il 90% della sua produzione sul mercato interno, ma in questi anni la quota export è sempre aumentata.

All’estero vanno meglio le cose?

La nostra è una produzione di nicchia, di qualità, sia per quanto riguarda le alesatrici che per la fonderia. E anche i nostri clienti italiani sono specializzati in nicchie di mercato e, a loro volta fanno l’80% del loro fatturato grazie all’export. Alla fine il nostro prodotto finisce sempre all’estero, dove oggi c’è più richiesta. Gli investimenti sugli impianti che richiedono macchine utensili oggi si fanno soprattutto all’estero. In Italia è più difficile. Tuttavia abbiamo ancora molti clienti italiani che lavorano sull’altissima qualità, nei campi della meccanica di precisione, che hanno molto lavoro e ci ordinano macchine nuove.

Ci sono segnali di ripresa?

A parte queste nicchie, dove operano realtà che fanno prodotti particolari, non si muove granché. Abbiamo diversi clienti italiani che sono in fase di sviluppo. Come dicevo, hanno un prodotto di nicchia che vendono nel mondo.

Può fare qualche esempio?

Ho un cliente che opera nel settore agricolo delle seminatrici. È un’azienda nata in Emilia Romagna, diventata leader mondiale con i suoi prodotti, e adesso ha stabilimenti in India, Cina, America e in diversi altri paesi. Da noi comprano le fusioni altamente specializzate in ghisa al cromo, mentre quelle a più bassa tecnologia le comprano in Cina. I prodotti che gli forniamo vengono poi venduti nelle loro sedi in tutto il mondo.

In quali paesi siete presenti?

Siamo presenti in molti paesi europei: in Svizzera, Francia, Spagna, Finlandia, Russia, Germania e così via. Pian piano, negli ultimi tre anni abbiamo sviluppato molto la nostra presenza un po’ in tutta Europa, dove c’è richiesta di un prodotto di qualità, con elevate specifiche tecniche. Lì riusciamo a fare la differenza. Dove invece la produzione è generalista e chi acquista guarda solo ed esclusivamente il prezzo, diventa più difficile per noi entrare in quel mercato.

 

Non sconta una certa rigidità aver mantenuto all’interno l’intero ciclo produttivo? Quali sono invece i vantaggi di un’organizzazione come la vostra?

I tempi di produzione forse diventano più lunghi, però si ha il vantaggio di controllare totalmente dall’interno il processo produttivo nelle fasi più importanti. Questo ci consente di avere un prodotto di assoluta qualità. In più…

 

In più?

Il fatto di avere di non aver esternalizzato fasi della produzione ci dà una certa flessibilità nei momenti in cui c’è meno lavoro in un reparto e più in un altro. Riusciamo comunque a lavorare compensando l’attività dei vari reparti senza fare cassa integrazione.

 

Che caratteristiche hanno le vostre macchine?

Le nostre macchine nascono sulla tradizione delle alesatrici che Bragonzi fabbrica da oltre 60 anni. Oltre a mantenere la tipica robustezza, col tempo sono state aggiornate impiegando tutte le ultime tecnologie. Hanno una precisione elevatissima che si mantiene nel tempo. I nostri clienti hanno macchine che dopo 15 anni fanno ancora i millesimi. E, soprattutto, non si fermano. Alle macchine tradizionali abbiamo aggiunto caratteristiche come la velocità a 3mila giri, l’idrostatica e la velocità degli assi a 20 metri al secondo.

 

A quali settori si rivolge la vostra produzione?

Bragonzi è presente nel settore della meccanica di precisione, della macinazione, nel campo aerospaziale, dell’energia, dell’impiantistica in genere, in quello petrolifero, delle macchine agricole e così via. La fonderia è il fiore all’occhiello dell’azienda.

 

Che tipo di lavorazioni esegue?

Il fatturato principale della nostra azienda viene proprio dalla fonderia che è specializzata in fusioni in ghisa resistenti all’usura che vendiamo con il nostro marchio “Chrom-Hard” registrato in Europa e nel mondo. Facciamo fusioni in ghisa legate cromo nichel molibdeno che hanno molte applicazioni in diversi settori di nicchia in cui Bragonzi è un’eccellenza. Una delle eccellenze della nostra azienda è proprio la metallurgia, produciamo tutti i tipi di ghisa sferoidale, grigie, Ni-Hard, Ni-Resist e.Crom-Hard. Inoltre, abbiamo una certa flessibilità produttiva: abbiamo diversi tipi di impianto che ci permettono di produrre sia pezzi da un etto che da dieci tonnellate.

 

Che programmi avete per il futuro?

Ci stiamo specializzando sempre più nella fonderia e stiamo aumentando la produzione di queste tipologie di ghisa da esportare nel mondo. Per quanto riguarda le macchine utensili ci stiamo invece concentrando su progetti di nuove alesatrici con una diversa configurazione per ampliare la nostra gamma produttiva. In particolare, stiamo sviluppando il progetto di una macchina non più a T ma a montante mobile.

I commenti dei lettori